Je suis … tout le monde!

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In questi giorni siamo subissati di notiziari e supplementi vari che parlano degli attentati di Bruxelles. I vari Salvini che si fanno vedere nei luoghi degli attentati, i riesumati Gasparri e company che si avvicendano in considerazioni a dir poco grottesche. Un continuo dibattito volto ad amplificare le differenze, volto a non cogliere la radice del problema, ma ad amplificarne esclusivamente l’essenza “malvagia”. Sì malvagia, è l’unico termine che mi viene in mente, perché la situazione tende ad amplificare le divisioni, di razza, di specie, di religione, di coscienza. Si stampano etichette addosso a chi parla, senza ascoltare mai cosa viene detto! Mai come ora l’assenza di contenuti è stata così ampia.

Tutti allineati e coperti al grido di “facciamo volentieri a meno di alcuni spazi di libertà per avere più sicurezza!”

Penso al figlio di un mercante di candele, nato a Boston nel 1706, illuminista, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America, l’unico ad aver partecipato alla stesura dei documenti più importanti per la nascita degli Stati Uniti d’America. Benjamin Franklin.

Chi è pronto a dar via le proprie libertà per comprarsi briciole di temporanea sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza.

Allora quello che non dicono i talk show oggi è, guarda caso, il riferimento a chi finanzia. Io due domande semplici me le pongo, se viviamo in una Unione Europea dove se fai un prodotto tradizionale quasi ti mettono alla gogna (guardate il caso delle DOP e IGP, leggete quali disciplinari vengono approvati e cosa ci sta scritto, specialmente in materia di sicurezza a tutti i livelli), essere artigiani è quasi impossibile perché non riesci a sopravvivere per la mole di tasse ed obblighi a cui si è sottoposti. Perché in nome della sicurezza ci tolgono le tutele?

Mi chiedo, se addirittura la soglia del denaro contante, che si può trasferire per legge, non deve superare i 3 mila euro, ed altre nazioni sono ancora più restrittive della nostra, mi spiegate come fanno a finanziarsi questi terroristi?

Siamo sicuri che sia una guerra di religione, oppure la religione è usata come uno strumento atto a dividerci, tutti?

Come mai questi atti terroristici avvengono sempre a ridosso di qualche crisi economico-bancaria o borsistica? (Rif. Bce mette i tassi a zero poco più di una settimana fa…)

Marx diceva che la religione è l’oppio dei popoli, oggi sarebbe da aggiungere che la società viene dopata dall’immagine di miti laici, religiosi e dalla comunicazione di e per la massa. Siamo spinti al pensiero unico, come se non ci fosse una via d’uscita.

Papa Francesco chiede di costruire ponti, chi è cristiano sa più di me certamente cosa sia la compassione, la comprensione ed il libero arbitrio.

Allora io rifletto, per quello che rimane del libero pensiero e cito un’altra frase di Franklin a proposito dell’opportunità di istituire una banca nazionale in America.

«Vedete, un Governo legittimo può sia spendere che prestare denaro in circolazione, mentre le banche possono soltanto prestare cifre considerevoli attraverso i loro biglietti di banca promissori, per cui questi biglietti non si possono né dare né spendere se non per una piccola frazione di quelli che servirebbero alla gente. Di conseguenza, quando i vostri banchieri in Inghilterra mettono denaro in circolazione, c’è sempre un debito fondamentale da restituire e un’usura da pagare. Il risultato è che c’è sempre troppo poco credito in circolazione per dare ai lavoratori una piena occupazione. Non si hanno affatto troppi lavoratori, ma piuttosto pochi soldi in circolazione, e quelli che circolano portano con sé un peso senza fine di un debito impagabile e usura»

Allora in questi giorni prima di Pasqua, mi piacerebbe tornare ad essere liberi e meno stereotipati, sia che la viviamo in maniera laica o religiosa, l’importante è riflettere e pensare cercando di eliminare per quanto possibile i condizionamenti, partecipando attivamente al processo dello sviluppo del ragionamento, cercando di non rinchiudersi dentro l’ennesimo supermercato. Ripescando una frase celebre di Giorgio Gaber “Libertà è partecipazione!”

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Solidarietà ai Francesi… colpiti soprattutto “Libertà, Fraternità ed Uguaglianza” rifletto su Enrico Mattei!

Enrico Mattei e Giorgio La Pira -fonte internet -

Enrico Mattei e Giorgio La Pira -fonte internet –

L’unico obiettivo raggiunto da questa ondata di terrore è la sospensione dei concetti di “Libertà, Fratellanza ed Uguaglianza”. Non a caso a mio avviso, è stata colpita proprio Parigi.

Ma possibile che, solo a me e pochissimi altri, sembra, che l’unico obiettivo raggiunto, da questi attentati, sia proprio questo?

Praticamente nessuno ha posto l’accento sulle condizioni estreme di chi in quelle terre ci vive; di come sono le giornate della povera gente in Medio Oriente o in Africa, da anni, sicuramente troppi.

Mi pongo troppe domande in questo periodo su quanto sia strumentalizzata la comunicazione politica. Sarà che da bambino sono cresciuto nel ricordo di un concittadino che in Medio Oriente e in Africa ha creato l’unico vero miracolo italiano, dando l’esempio al mondo di come si possa cooperare nei fatti, anche da petrolieri, con uno spirito cooperativo. Per modello di cooperazione, tralascio quelle organizzazioni che prendono i soldi dallo stato per dare ausilio ad extracomunitari sbarcati come rifugiati, prendo altresì a riferimento chi è stato esempio concreto di sviluppo comune, di uno sfruttamento delle risorse energetiche utili per la crescita pacifica dei popoli, senza l’avarizia propria delle lobby internazionali. L’ENI di Enrico Mattei lasciava il 75%  degli utili ai paesi che avevano giacimenti. Garantiva un utile più alto delle “sette sorelle” americane che avevano coniato il concetto del “fifty fifty” (50 e 50) favorendo la crescita di tutte le popolazioni, arricchendo nel contempo l’Italia e coinvolgendo nella stessa crescita anche i paesi fornitori di materie prime, scongiurandone la rivolta con pretesti religiosi che celano da sempre in maniera del tutto evidentemente, quelli economici. Erano gli anni 50 e Mattei metteva in pratica i concetti di Fratellanza, Libertà ed Eguaglianza, quello che altri dopo di lui hanno subito nascosto sotto al tappeto.

Mi chiedo se la Francia, e mi riferisco all’istituzione statale, nelle sue ex colonie d’Africa per quanto tempo ha messo in pratica i valori propri dei suoi Padri Fondatori? Quanta libertà e quanta uguaglianza siano state esportate in quegli stati coloniali? Sono stati esportati di più i valori reali d’occidente o sono state importate più materie prime?

Per questi motivi credo sia utile parlare forte della politica economica internazionale inventata e messa in pratica in quegli anni proprio da Enrico Mattei, chiedendo, da italiani ai Francesi, di verificare bene quanto ancora il suo stato si stia impegnando a favorire condizioni la vita umane in Africa e in Medio Oriente e quanta cultura, solidarietà e welfare, stia lasciando ai popoli che sfrutta, sicuramente molto più dell’Italia, che dalla guerra non ha tratto storicamente grossi profitti.

(guardate il video)

 

Ricercare di rideterminare i valori di “Uguaglianza Libertà e Fratellanza” è la strada giusta da percorrere nel terreno di un’Europa politica ancora da costruire.

Le frange ISIS si assottigliano solo se si costruisce un dialogo reale con i paesi sfruttati, nemmeno più da aziende statali ma da lobby che oggi controllano le stesse nazioni da cui derivano, con la complicità di un sistema politico inetto, capace solo di sparare boiate mediatiche senza mai risolvere nulla.

Notte tempo, i francesi hanno bombardato la città di Raqqa considerata la capitale dell’ISIS, con diverse pressioni anche verso Assad che per aver chiesto indipendenza viene considerato un tiranno da tutto l’occidente (… e pensare che uno identico a Fabio Fazio possa essere un tiranno fa sorridere)

Scongiurare il dilagare di una guerra sanguinosa è l’unica strada da perseguire, almeno per noi italiani, che in quelle terre non abbiamo nulla da guadagnare direttamente.

Con la caduta di Gheddafi non ci sono più rapporti post coloniali, di fatto per l’Italia, personalmente chiederei proprio ad ENI, oggi se, nonostante le “nuove” scoperte fatte in Egitto, con questa situazione di crisi internazionale, sono maggiori i profitti dei giacimenti o vi è un calo?

Quindi penso sia indispensabile ricominciare a parlare di politica economica di solidarietà internazionale. Lo chiedo a quelli che, spero, raccolgano il mio invito, iniziando dagli amministratori delle città di Aqualagna e Matelica, le fondazioni su Enrico Mattei del territorio, i veterani SNAM e ENI; sono convinto che dare risalto proprio alla politica economica di quegli anni, possa essere un contributo essenziale per rielaborare il concetto di “rapporti di sviluppo internazionali” attraverso la raccolta di informazioni da parte di chi ha vissuto questo periodo, i portavoce di un modo di fare economia reale, non solo finanziaria, che è stato l’unico in grado di far risollevare intere popolazioni compresa l’Italia.

Visto che tutto è in mano alla comunicazione, diamo voce a questi concetti reali che hanno funzionato fino agli anni sessanta, e che ci hanno fatto crescere tutti a pari livello.

Affinché “Eni’s Way” possa tornare ad essere una frase di senso compiuto oltre che uno slogan.

Facciamo un forum sull’economia di sviluppo “solidale” di Mattei, facciamo parlare Benito Li Vigni, portiamo testimonianze e ricordi di metodi politici come quelli di Giorgio La Pira, cristiano convinto, era stimato anche da Imam Musulmani; parliamo di Vanoni o altri uomini delle istituzioni del tempo, poniamoci domande su quanto sia impossibile vivere in questo liberismo sfrenato.

Partiamo quindi dal basso, proprio da quei comuni che ogni anno portano il fiore sulla tomba di Enrico Mattei, per i quali sicuramente ci sarebbe un grande accrescimento culturale, ancor prima di un aumento degli arrivi turistici, vista la tremenda attualità del tema. Approfondire quelle gesta da un punto di vista culturale economico e sociologico, ne risulterebbe un beneficio per l’Italia ed il resto d’Europa, forse il mondo intero sarebbe chiamato a svegliarsi da questo torpore voluto da chi, in questo terrore, trae profitti.

Chiamiamo i mass media tradizionali e se non ci ascoltano, comunichiamo tutto col passaparola, faremo una comunicazione a macchia d’olio perché questi concetti, spero, non interessino agli imbecilli!

E’ importante per il mondo, ribadire la nostra cultura occidentale di pace, di libero culto e di pensiero, pretendendo esclusivamente che siano chiari a tutti i concetti di “Libertà, Fratellanza ed Uguaglianza”, oggi se ne ha bisogno più di sempre!