Riina a Porta a Porta, ed è bufera… sempre la solita italietta!

Riina a Porta a Porta - fonte internet

Riina a Porta a Porta – fonte internet

Dichiarazioni al vetriolo da parte di tutti, i vertici Rai, i sindacati, tutte le sigle arrabbiatissime per la scelta della RAI.

Milioni di persone che si dichiarano indignate di quello che hanno visto su Rai Uno …”da Vespa”.

Tutti contro la mafia, ma per il resto tutti zitti, ogni giorno, succubi di uno stato criminale. E’ l’italietta che urla, impotente contro i poteri forti che impongono il pensiero unico, e con queste reazioni, ci riescono pure facilmente.

Vorrei vedere infatti quanti saranno gli incassi del libro di Riina junior, fatta la tara di tutti quelli “iperindignati” riguardo allo sdoganamento della mafia nel canale in cui paghiamo, tutti quanti un “pizzo” obbligatorio per legge e, immesso, da luglio, sulla bolletta della luce.

Ipocrisia liquida di un popolo facilmente manipolabile, stanco ed egoista, stufo addirittura, di se stesso.

Popolo manipolato dagli stessi che solo il giorno prima se la prendono con Vespa (noto ruffiano dei potenti dai tempi di Andreotti e compagnia) per l’ospitata di Riina guarda caso in concomitanza della presentazione del suo libro.

La cosa che mi fa ridere comunque è che il video promo di Riina junior ha avuto una copertura mediatica senza precedenti e la strategia commerciale di andare da Vespa per alzare il polverone mediatico ha funzionato alla grande. Ne parlano tutti; … nel bene o nel male …purché se ne parli (cit. di andreottiana memoria…).

Tutti esprimono proprie opinioni, tutti, a modo proprio, hanno contribuito a spargere la voce che il figlio del boss ha fatto un libro, e, che il libro è in vendita presso le migliori librerie. Ora, lasciamo da parte le chiacchiere dei vicini di casa, del parrucchiere che ne parla al salone, e/o delle vecchiette che cercano di approfondire i fatti nella penombra dei pianerottoli freschi dei paesini italiani. Andiamo al nocciolo della questione. Poteva essere evitata questa farsa mediatica, questa “promozione” per il boss di CosaNostra?

Certo che si, facile, mandavi in onda una replica di Don Matteo e compagnia bella e si sarebbe evitata tutta questa baraonda. Invece no, i vertici Rai e la sua presidente Maggioni (presente al meeting Bildeberg dello scorso anno, dove nessun “umano più o meno nella media può entrare”) solo a giochi fatti, ha buttato benzina sul fuoco dicendo che in effetti queste cose non si fanno. E giù altro tam tam mediatico!

Allora io penso che siamo un popolo di pecore pronte per il macello. Penso e credo fortemente che più passa il tempo e più le esigenze nascono per soddisfare i nostri capricci con cose futili, piuttosto che attraverso obiettivi concreti.

Mi spiego se i vertici italiani sono tutti sdegnati, l’ospitata perché non l’hanno bloccata a priori? … perché parlano tutti dopo? Forse questo modo è il grande indizio atto a farci notare che i mandanti siano altri? Che Falcone aveva ragione a dire che dietro le sbarre delle carceri nel maxi processo mancavano i pesci grossi? Forse l’epilogo di questa ennesima farsa mediatica ci pone di fronte al fatto che siamo tutti pedine mosse da pochissime menti criminali che sono arrivate a farci pensare solo in una direzione unica, che il disegno di uno schema di regime totalitario si sta compiendo.

Perché dopo tutti questi anni non ci si chiede chi siano stati i mandanti di tutto questo putiferio istituzionale?

Allora l’unica protesta “semi-silenziosa” che merita riconoscenza, in questo “lugubre stabbiaro” è quella di Angelica Sciacca di Catania, proprietaria di una piccola libreria, la protesta è quella di non vendere ne prenotare il libro (ecco il link qui).

manifesto della libreria - fonte internet

manifesto della libreria – fonte internet

Per il resto, io da cittadino piccolo piccolo, mi sento di lasciar volare un pensiero virtuoso a tutte le vittime di mafia e alle loro famiglie, consapevole che se abbiamo ancora un briciolo di libertà lo dobbiamo anche ai loro sacrifici e a quei pochi che, nonostante tutto questo marciume, ancora hanno la tenacia di alzare la testa!

Annunci

Fotografie e pinzillacchere. “Atmosfere e dettagli” nelle “Visioni particolari” di Sara, di Enea, e del baratro della politichetta locale.

 

"La via delle Stelle" di - Enea Francia -

"La via delle Stelle" di - Enea Francia -

 

Due ragazzi, fotografi per passione allestiscono una mostra nel contenitore culturale “Ottobre piovono Libri”. Un invito formulato loro dalla biblioteca Comunale “Bigiaretti” di Matelica organizzatrice dell’evento. Orgoglio dei due giovani artisti alla richiesta di collaborazione “istituzionale” in un interessante contesto intellettuale. A mio avviso quella di inserire, “proprio quelle foto” in un contesto letterario è stata davvero una scelta azzeccata perché dietro quelle immagini ci sono vere e proprie storie. “Atmosfere” che raccontano le passioni dei due artisti, il loro modo di vedere e raccontare il mondo nei “dettagli” immortalati in quelle immagini. Tecniche intelligenti di ricerca fotografica come lo “star trails”, fotografare il movimento delle stelle comunicando l’impercettibile ma inevitabile scorrere del tempo. Il dettaglio delle emozioni suscitate da un paesaggio piuttosto che da una  Ducati d’epoca, orgoglio di un’italianità che andava, un tempo, incontro ai “contenuti innovativi” nei progetti, piuttosto che arroccarsi dietro l’aspetto meramente commerciale come si fa oggi. Enea ha descritto tutto questo, e Sara con l’eleganza, la sensibilità  e l’intelligenza propria di una donna ha messo a fuoco i “particolari” intrinseci nelle sue “visioni”. Cose, persone, animali e gesti che circondano lei e, gran parte della società di oggi.

 

"Closed" di - Sara Noè -

"Closed" di - Sara Noè -

 

Un grosso lucchetto che rappresenta la condizione dell’uomo imprigionato nella sua fragile e sterile esteriorità; oggetti che esprimono nella loro estrema casualità, equilibri di una eleganza straordinaria ed un allestimento estremamente sobrio ma assolutamente significativo come la volontà di appendere le opere con mollette di legno a richiamare i panni stesi in attesa del “vento” dei visitatori. Io questi contenuti e molti altri che non sto a descrivere, li ho trovati fra le foto di Enea e Sara, presenti con i loro lavori a palazzo Ottoni, credo, fino a lunedì prossimo, (anche se spero che allunghino il periodo).

Emozioni e storie, raccolte in quelle immagini e completamente calpestate dai fatti che vengo a raccontare di seguito. Venerdì scorso viene inaugurata la mostra, sabato con stupore di tutti (sembra sia rimasta stupita anche la bibliotecaria), viene preparata la sala per un banchetto, il raduno dei quarantenni, autorizzato dal Sindaco, fuori ovviamente dal contesto letterario dell’intera manifestazione che comprende ovviamente anche presentazioni di libri ecc. Per tutta la giornata di sabato l’accessibilità alla sala è stata lesa dalla presenza di tavoli e successivamente, durante la cena, il banchetto si presentava aperto solo agli iscritti. Leggo stamattina sul Resto del Carlino che esponenti dell’opposizione hanno denunciato l’utilizzo di luoghi pubblici per scopi privati, (denuncia condivisibile) e che la mostra sia stata semidistrutta (baggianata incredibile) formulando, nei fatti, un invito seppur implicito a non andare a vedere il lavoro gratuito di questi due artisti e delle loro foto perché oramai “semidistrutto”.

Essere prima invitati in via istituzionale con la presenza in cartellone, poi snobbati da un banchetto, ed infine  letteralmente dati per “semi-distrutti” sui giornali credo che non sia stata una bella sensazione per Enea e Sara. Io invito tutti ad andare a visitare queste opere presso palazzo Ottoni perché le foto ancora ci sono, non sono andate distrutte, la cosa grave è che, ancora una volta, per semplice e pura ignoranza di quasi tutta la classe politica (di destra e di sinistra,  di gran parte della maggioranza e dell’opposizione) sono stati messi in secondo piano i contenuti e la possibilità di riflettere, con una critica sui contenuti espressi da chi con quelle foto ha voluto esprimere la volontà di raccontare “qualcosa”. Un qualcosa a cui la classe dirigente oramai ha rinunciato del tutto arroccandosi nella bulimia del gossip di giornata, che probabilmente credono più redditizio in termini di immagine rispetto al considerare i contenuti di chi, a differenza loro, ha ancora qualche cosa da raccontare, magari con delle immagini, magari, per il semplice gusto di farlo.

In ospedale se lavori bene te ne vai!

Sconcertante! E’ davvero sconcertante! Giorni fa ho avuto modo di approfondire la vicenda dell’ospedale della città in cui vivo, Matelica perché sono stato raggiunto da complimenti di diverse persone che voglio ringraziare qui pubblicamente, riguardo la situazione che ho descritto sommariamente nel mio articolo scorso sul rifiuto della scheda di voto alle regionali. In quel pezzo avevo detto che l’ex primario aveva comprato apparecchi utili al reparto tirando fuori i soldi di tasca propria.  Paolo Sossai, è uno di quei medici che riescono ad infonderti tranquillità e parlandoci riesci a capire che fa parte di una razza in via d’estinzione, è una di quelle persone per cui fare il medico ancora vuol dire metterci passione. Andare anche più in la del giuramento di Ippocrate.

L’ex Primario della Medicina del nosocomio matelicese aveva comperato le attrezzature e quanto altro occorresse per avere un minimo di prestazioni specifiche in reparto. Il reparto aveva iniziato a produrre servizi e attività di ricerca nel campo dei monitoraggi pressori, nello studio del sonno, nella gastroenterologia con l’utilizzo di video-capsule, ecc. Sono stati addirittura pubblicati in Italia e in America alcuni studi realizzati dalla stessa equipe del reparto matelicese. Purtroppo la mentalità amministrativa del paesello, e qui non parlo solo della classe politica, quanto dell’entourage dirigenziale semi pubblico che sta al suo corollario, ha creato le condizioni affinché il lavoro portato avanti da un buon medico e dal suo staff venisse letteralmente distrutto.

Sotto il silenzio più assordante sono state create le condizioni per fare andar via il primario, dietro l’idea di una non bene specificata riconversione del reparto. Il Primario se ne va con tanto di furgoncino con dentro i macchinari da lui giustamente ripresi. Qui iniziano le comiche.

Qualcuno dei nostri beneamati politichetti locali fa spallucce altri non sanno, alcuni non dicono. Uno, da vero comico pensa a doppia mandata!!! Fantastico! A seconda dei casi e delle platee, una volta ti dice “Come si permette quest’arrogante nel portarsi via addirittura i macchinari!!”,- come se portarsi via cose proprie fosse un atto di arroganza, altre volte invece non sa nulla della situazione e dichiara- “sembra che il reparto sia stato depotenziato debbono restituirci il mal tolto…”

Sinceramente mi angoscia essere stato fra i primi ad aver sollevato l’argomento come dice qualcuno.

E’ un anno che l’Ospedale di Matelica (chiamarlo ospedale oggi è fare un complimento alla struttura) non ha più nemmeno il Primario di Medicina Generale, tutto questo in nome di una imminente e non ancora specificata riconversione del reparto. Oggi se ne sono accorti pure gli amministratori locali che in uno degli ultimi consigli hanno addirittura firmato un documento in cui si sono impegnati ad esigere dalla ASUR il Primario di Medicina Generale.

Meglio tardi che mai? Assolutamente no! E’ ora di finirla! Mi chiedo, non sarebbe stato meglio non lasciare andar via l’ex Primario, che s’era comprato anche gli “utensili da lavoro” visto che l’Azienda Sanitaria non aveva soldi, invece di invocarne oggi uno nuovo? Oggi che a più di un anno di distanza i servizi sono calati esponenzialmente e il primario ce lo dividiamo a metà con San Severino Marche!!!

Non metto i numeri perché mi vergogno da matelicese a rendere palese questa superba ignoranza di uomini piccoli piccoli! Io sinceramente non ho voglia di pensare che oggi anche questi posti delicati debbano essere ad esclusivo appannaggio di provinciali, leccaculo e incompetenti, tuttavia i dettagli mi portano a credere che per la meritocrazia non ci sia veramente più posto!!!

Fra le altre cose sono venuto a sapere che qualsiasi informazione non può essere espressa se non previo autorizzazione dell’Azienda Sanitaria al di fuori degli stessi addetti ai lavori. Riassumendo: tutti noi paghiamo due volte i servizi ospedalieri ma non dobbiamo sapere nulla di ciò che questi dirigenti fanno coi soldi nostri. Io da cittadino invece mi chiedo e invito tutti a chiedere all’ASUR territoriale:

Per quale motivo un Dottore deve supplire alle mancanze di budget aziendale della struttura?

Perché un Primario non può avere la libertà di poter lavorare in autonomia costruendosi attorno una propria equipe medica, mettendosi in gioco e prendendo con se ulteriori responsabilità, dimostrando così facendo il proprio valore professionale?

Perché invece chi mostra buon senso e capacità viene reso anonimo e lasciato andar via?

Non sarebbe più autorevole un comportamento di sostegno a certe persone di spessore invece di mostrare distacco?

Commentate gente, commentate !