Ordine e disordine…

Il disordine ordinato delle reti da pesca -foto Marco Costarelli

Il disordine ordinato delle reti da pesca -foto Marco Costarelli

 

“Non a caso “caos” è l’anagramma di “cosa” e “caso”.

Questa frase, letta qualche anno fa in un libro di Luciano De Crescenzo, omonima del titolo di questo mio pezzo (e che, fra l’altro, consiglio di acquistare qui), mi accompagna ogni volta che mi perdo nei pensieri.

Ogni volta che rifletto sulle cose, ogni idea semplice o bizzarra, nasce sempre da un momento di estrema caoticità intellettuale, a volte rasentando l’assurdo e, spesso, scoprendo che tutto ritorna in ordine, perché da un caos di pensieri, l’abilità sta nel raggiungere un equilibrio racchiuso dentro quell’idea che il disordine (mentale) riesce (non sempre) a partorire.

Allora torna l’equilibrio, quasi per caso. Oggi, attraverso questi intrecci di equilibri fragili, capisco che dovrei tuffarmi di nuovo nel caos, fra le onde delle nozioni, dei pensieri, dei ricordi, degli stimoli troppo quietati nella mente.

Nel mare calmo della ragione, attraversare la fede nel dubbio e, trovare il coraggio di nuotare sopra al caos per raggiungere la meta illuminata di un rinnovato scopo ideale.

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Je suis … tout le monde!

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In questi giorni siamo subissati di notiziari e supplementi vari che parlano degli attentati di Bruxelles. I vari Salvini che si fanno vedere nei luoghi degli attentati, i riesumati Gasparri e company che si avvicendano in considerazioni a dir poco grottesche. Un continuo dibattito volto ad amplificare le differenze, volto a non cogliere la radice del problema, ma ad amplificarne esclusivamente l’essenza “malvagia”. Sì malvagia, è l’unico termine che mi viene in mente, perché la situazione tende ad amplificare le divisioni, di razza, di specie, di religione, di coscienza. Si stampano etichette addosso a chi parla, senza ascoltare mai cosa viene detto! Mai come ora l’assenza di contenuti è stata così ampia.

Tutti allineati e coperti al grido di “facciamo volentieri a meno di alcuni spazi di libertà per avere più sicurezza!”

Penso al figlio di un mercante di candele, nato a Boston nel 1706, illuminista, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America, l’unico ad aver partecipato alla stesura dei documenti più importanti per la nascita degli Stati Uniti d’America. Benjamin Franklin.

Chi è pronto a dar via le proprie libertà per comprarsi briciole di temporanea sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza.

Allora quello che non dicono i talk show oggi è, guarda caso, il riferimento a chi finanzia. Io due domande semplici me le pongo, se viviamo in una Unione Europea dove se fai un prodotto tradizionale quasi ti mettono alla gogna (guardate il caso delle DOP e IGP, leggete quali disciplinari vengono approvati e cosa ci sta scritto, specialmente in materia di sicurezza a tutti i livelli), essere artigiani è quasi impossibile perché non riesci a sopravvivere per la mole di tasse ed obblighi a cui si è sottoposti. Perché in nome della sicurezza ci tolgono le tutele?

Mi chiedo, se addirittura la soglia del denaro contante, che si può trasferire per legge, non deve superare i 3 mila euro, ed altre nazioni sono ancora più restrittive della nostra, mi spiegate come fanno a finanziarsi questi terroristi?

Siamo sicuri che sia una guerra di religione, oppure la religione è usata come uno strumento atto a dividerci, tutti?

Come mai questi atti terroristici avvengono sempre a ridosso di qualche crisi economico-bancaria o borsistica? (Rif. Bce mette i tassi a zero poco più di una settimana fa…)

Marx diceva che la religione è l’oppio dei popoli, oggi sarebbe da aggiungere che la società viene dopata dall’immagine di miti laici, religiosi e dalla comunicazione di e per la massa. Siamo spinti al pensiero unico, come se non ci fosse una via d’uscita.

Papa Francesco chiede di costruire ponti, chi è cristiano sa più di me certamente cosa sia la compassione, la comprensione ed il libero arbitrio.

Allora io rifletto, per quello che rimane del libero pensiero e cito un’altra frase di Franklin a proposito dell’opportunità di istituire una banca nazionale in America.

«Vedete, un Governo legittimo può sia spendere che prestare denaro in circolazione, mentre le banche possono soltanto prestare cifre considerevoli attraverso i loro biglietti di banca promissori, per cui questi biglietti non si possono né dare né spendere se non per una piccola frazione di quelli che servirebbero alla gente. Di conseguenza, quando i vostri banchieri in Inghilterra mettono denaro in circolazione, c’è sempre un debito fondamentale da restituire e un’usura da pagare. Il risultato è che c’è sempre troppo poco credito in circolazione per dare ai lavoratori una piena occupazione. Non si hanno affatto troppi lavoratori, ma piuttosto pochi soldi in circolazione, e quelli che circolano portano con sé un peso senza fine di un debito impagabile e usura»

Allora in questi giorni prima di Pasqua, mi piacerebbe tornare ad essere liberi e meno stereotipati, sia che la viviamo in maniera laica o religiosa, l’importante è riflettere e pensare cercando di eliminare per quanto possibile i condizionamenti, partecipando attivamente al processo dello sviluppo del ragionamento, cercando di non rinchiudersi dentro l’ennesimo supermercato. Ripescando una frase celebre di Giorgio Gaber “Libertà è partecipazione!”

Non si smette mai d’imparare…

 

Non si mette mai d'imparare...- non mi ricordo di chi sia la foto ma è bellissima, forse Santina Barboni, Monia Bregallini o Monia Pecchia

Non si mette mai d’imparare…- non mi ricordo di chi sia la foto fatta in Camerun… ma è bellissima, forse Santina Barboni, Monia Bregallini o Monia Pecchia

Non si smette mai di accorgersi delle cose belle,

di uno sguardo paterno, di un discorso profondo,

….di una storia importante.

Non smetto mai di meravigliarmi delle immagini che mi regala la vita.

Le piccole cose.

Le grandi occasioni svanite, i rimpianti dei ricordi, i sogni lasciati a metà.

Non si smette mai di accorgersi di come la vita possa sbatterti la tua realtà in prima pagina.

Non è possibile negare quanto sia fondamentale respirare l’aria esternata dall’anima!

E’ improbabile quantificare il numero dei respiri di un uomo, i battiti del cuore!

Finchè non finiscono…

… i sussulti dell’anima… le cose belle!

Una luce nel buio!

Una luce nel buio... di un vicolo qualunque a Ceprano (FR) - Marco Costarelli

Una luce nel buio… di un vicolo qualunque a Ceprano (FR) – Marco Costarelli

 

La notte delle luci stanche di un centro storico deserto,

un silenzio assordante, rotto dal fruscio delle foglie mosse dal vento.

Una sera di febbraio, passeggio, solo, rifletto, sorrido e,

mi accorgo di essere tornato a stupirmi delle piccole cose.

Attorno a me qualche gatto che attraversa la strada, furtivo,

un gruppetto di amici, si fumano il domani di fronte ad un bar.

Cammino a passo lento, una serranda si chiude, ripenso al mio ieri;

ripercorro i miei ricordi, galleggio nel passato, chiudo gli occhi.

Mi scruto dentro, un flash di un bacio rubato, un sorriso sincero,

una donna innamorata, la cheesecake al limone, un coniglietto nano.

Sorrido alla mia realtà di oggi, cerco di prendere la pazzia dei saggi,

a passo lungo, torno nella mia stanza, in questa sera calda d’inverno.

Solo, scrivo, un sorso d’acqua e una sigaretta, mi addormento e…

inizio a comprendere che si esiste sempre oppure non si esiste mai!

Marco Costarelli

Incrostazioni dell’anima

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…spesso la prima cosa che manca è il tempo…

A volte succede che m’innamoro, di un gesto, di uno sguardo, di una parola sincera o, del senso di affetto.
A volte capita che l’idea di avere una vita condivisa sia più grande della realtà in cui sono immerso.
A volte accade di perdermi in questo sogno, in questa emozione, tanto bella quanto terribile.
Sempre tardi, poi mi rendo conto di quanto si possa soffrire per amore,
di come un cuore, anche se malandato, possa continuare a battere lo stesso,
nonostante il passato, le paure, i dubbi e le incertezze, nonostante tutto!
In questi momenti riaffiora tutto, quanto male abbia potuto subire e provocare io;
le batoste e le notti insonni me le sono lasciate appresso, dimenticate, disconosciute e calpestate, ma,
per una sorta di rivalsa su me stesso le ho replicate verso chi mi ha voluto bene,
…e forse, continuo a farlo anche adesso, anche con te.
Ci innamoriamo delle nostre catene, ci avvinghiamo attorno ad esse,
trascuriamo troppo spesso chi ci regala la libertà di momenti felici, la libertà di un amore.
Poi capita di essere se stessi, di aprire il cuore, di farlo veramente perché lo si vuole, cuore e mente!
Trovo il coraggio a smantellare via l’aridità incrostata nell’anima, mi lascio vivere,
ma davanti trovo un muro, e niente diventa comprensibile, e tutto è annebbiato.
Mi domando se sto facendo un errore o, forse, più semplicemente sia proprio io, l’errore.
Io con i miei tanti io, io scorbutico, io difficile, io simpatico, io intollerante, io strano, io stronzo,
io apparentemente forte quanto assolutamente fragile!
Io che mi domando che uomo sono, imperfetto, insicuro, ma sincero e spero, mai ipocrita!
Io che in fondo ho un’estrema paura di amare, di mostrare quella parte di cuore.
A volte un abbraccio, un gesto, un sorriso, sono sufficienti a ripulire tutto.
Nell’attesa che accada qualcosa, che capiti spontaneo un sorriso dal cuore,
mi avvolgo nei miei dubbi, col desiderio e la speranza di riuscire a vivere oltre ai miei egoismi.

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Economia impazzita e banchieri che …soffrono poracci!

banche e prestiti - fonte internet

banche e prestiti – fonte internet- Centro studi Unimpresa –

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Gli speculatori possono essere innocui se sono delle bolle sopra un flusso regolare di intraprese economiche; ma la situazione è seria se le imprese diventano una bolla sospesa sopra un vortice di speculazioni. Quando l’accumulazione di capitale di un paese diventa il sottoprodotto delle attività di un Casinò, è probabile che le cose vadano male. Se alla Borsa si guarda come a una istituzione la cui funzione sociale appropriata è orientare i nuovi investimenti verso i canali più profittevoli in termini di rendimenti futuri, il successo conquistato da Wall Street non può proprio essere vantato tra gli straordinari trionfi di un capitalismo del laissez faire. Il che non dovrebbe meravigliare, se ho ragione quando sostengo che i migliori cervelli di Wall Street sono in verità orientati a tutt’altri obiettivi. 

(J.M. Keynes, Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta, 1936)

Una morte annunciata? Non sono un economista, semplicemente nutro curiosità verso le cose che accadono. Cose che accadono perché intellettuali del secolo scorso hanno predetto cosa accade se gli speculatori superano l’economia reale.

Succede che, in due parole, il vortice porta via tutto.

Per capirlo non serve essere grandi pensatori o chissà quanto intelligenti. Basta saper osservare. Guardate lo specchietto che ho inserito sopra sui dati delle sofferenze bancarie. Poi, magari perdete altro tempo per capire a chi tolgono i soldi e, tirate le somme. Il risultato sarà tanto eclatante quanto, disperatamente scontato. La classe media sparisce, i poveri sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi ma anche sempre più stupidi, oppure sempre più in malafede.

Provo a spiegare il perché.

Se è vero questo specchietto dove le sofferenze bancarie sono relative, per il 70 % a chi si fa prestare oltre 500 mila euro, è ovvio che i tassi d’interesse e le “coperture necessarie” dovrebbero essere molto maggiori se dovessero riguardare alti investimenti. La domanda che mi pongo è quindi la seguente; se il sistema bancario italiano si trova ad avere sofferenze elevate su cifre importanti, chi decide queste grandi operazioni, li fa mai due conti sulla bontà dell’investimento che mette in atto?

Se ci giriamo intorno e ci limitiamo ad osservare il territorio in cui viviamo, credo, che ognuno di noi non farà sforzi a trovare investimenti milionari fatti a dir poco con i piedi (perché dire “alla cazzo di cane” sta brutto se parli di economia), e se vai a cercare informazioni, escono sempre fuori, banchieri, famiglie blasonate e loro camerieri, cioè i politichetti del momento.

Quindi da una parte esiste il vortice della speculazione descritta da Kaynes, e questo vale per Wall Street o per i potentati globali, dall’altra, nel nostro Paese abbiamo una classe dirigente di idioti che ha giocato all’allegro imprenditorone fino adesso con i soldi delle piccole imprese italiane, per lo più artigiani o agricoltori, colpevoli solamente di essersi prostrati troppo (perché dire “aver leccato il culo” non sta bene in un testo del genere per gli stessi motivi di cui sopra) al ragioniere scribacchino di turno che per 100 mila euro chiedeva obbligazioni o addirittura azioni (e si è visto con Banca Etruria e Banca Marche la fine che hanno fatto i piccoli azionisti); oppure se devi accendere un mutuo di 50 mila euro, comunque hai mille carte da presentare e perizie da mostrare sull’appartamento che acquisti; infine se sei un autotrasportatore o un piccolo artigiano, non ti concedono il fido ma sullo scoperto di poche centinaia di euro ti bombardano di chiamate per farti rientrare e togliendo dalle 3 alle 5 euro al giorno direttamente dal conto che nemmeno gli strozzini, quelli veri fanno così.

Poi però, sul lungo mare, vedi lo scheletro di villette che non si completeranno mai, oppure centri commerciali che spuntano come funghi con negozi semi chiusi dentro, e altre cattedrali nel deserto che nemmeno la fantasia drammatica di un bombardamento potrebbe rendere più spettrali.

Poi fallita anche la banca arrivano i decreti legge delle “new bank” (che tradotto in italiano vuol dire “salva culo”) e si ricomincia di nuovo a far girare la giostra, finché non si calmano le acque, sembra di essersi salvati, invece i segnali sono quelli della calma apparente prima dell’arrivo del vortice che, incontenibile, nel frattempo si è allargato fino a qui e porta via tutto! e poi… il buio! …come una partita di poker “il buio” dell’economia!