Il …”Moto romanzo GP”

 

motoromanzoGP - foto dal web

motoromanzoGP – foto dal web

“Non ci vorrebbe tanto, basterebbe spegnere la tv e i mezzi di comunicazione!”

Questa la frase più saggia che ho sentito da un anziano in un bar.

Siamo passati dal web come strumento di confronto fra opinioni e fatti diversi, al web-social dove, di fatto una notizia o al massimo due decidono l’argomento di cui trattare.

Al bar o fra amici, si sente solo questo. Si sa tutto su Valentino Rossi, (per cui spero, da italiano che possa vincere il suo 10 mondiale, ci ho fatto anche la visita militare insieme in Ancona oramai circa 18 anni fa).
Però una cosa non la sopporto, il fatto che di questa cosa tutti sappiano tutto, poi dei fatti più vicini alla vita di tutti i giorni, ce ne freghiamo abbondantemente.
Tutti a criticare che il Tribunale arbitrale abbia confermato la sanzione e che quindi VR46 dovrà partire ultimo domenica a Valencia e questo potrà costargli il mondiale.

Tutti a tirar fuori un’italianità da tifo che, alla fine è il peggior senso di nazionalismo che possa esistere, perché ci fa togliere la polvere al tricolore solo quando gioca l’Italia ai mondiali, quando vince la Ferrari o quando c’è Rossi che può vincere il motoGP o comunque si vuol conoscere il finale del “Moto romanzo GP”.
Poi per il resto dell’anno sogniamo di scappare da sto paese, siamo egoisti e ce ne freghiamo di cercare di capire gli altri, o di occuparci della Politica in senso letterale del termine (da Polis la struttura della città nell’antica Grecia dove tutti i cittadini liberi potevano occuparsi dell’interesse collettivo) salvo additare chiunque se ne occupi come probabile ladro.
Ma sul mtoGP a pochi viene il dubbio che sia tutta una trovata pubblicitaria.

La caduta di Marquez, il TAS, il fatto che il marketing dello spagnolo Marc sembra essere curato dalla VR46 racing apparel (link) dove figurano una rosa di motociclisti anche di altre categorie.

Se sommiamo il fatto che l’intera storia, dalla caduta, alla tesi del complotto Lorenzo – Marquez, abbia fino ad ora alimentato l’attenzione sulla gara e quindi, su tutto ciò che ne consegue, dai diritti tv al merchandising, a me i dubbi si sommano inevitabilmente.

Inoltre il fatto che Rossi partirà ultimo e dovrà rimontare tutte le posizioni per vincere il suo decimo titolo, e diventare il campione dei campioni, e inoltre, tutti lo sostengono, mi alimenta la dose di dubbio sul fatto che questi abbiano scritto il romanzo prima, perché oggi lo sport le emozioni le costruisce, non le trasferisce più spontaneamente.

Mille sorpassi nelle scorse competizioni sin dall’inizio gara, frenate a ripetizione e nessun membro della commissione che prende per le orecchie i piloti, li fa confrontare e gli dice “giovanotti che c… fate?”. Se non altro per ridurre il pericolo reale in pista! 

Sono convinto che il talento di Valentino Rossi sia fuori discussione, ma sono altrettanto dell’idea che se non ci fosse stata questa cosa, avrebbe di sicuro vinto la sportività, anche se capisco che in un mondo drogato di fatti strabilianti questa storia fa gola più di altre magari realmente più importanti.

Il dubbio però che sia una trovata per alzare l’audience e tutto ciò che ne consegue a me rimane. Poi buon mondiale a tutti e speriamo sia una bella gara.

Anche se si dovrebbe pensare anche e soprattutto a molto altro!

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3 thoughts on “Il …”Moto romanzo GP”

  1. Scusa se ti rispondo in ritardo, solo ieri mi sono accorto del tuo invito a leggere il tuo articolo.
    La tua chiave di lettura, per certi versi, pur con le differenze di stile e dei diversi elementi sittolineati, può essere affiancata alla mia idea sulla questione di cui entrambi ci siamo occupati.
    Tu hai messo in evidenza come il circo mediatico in cui viviamo possa aver inglobato in sé anche uno sport come la motoGP, arrivando a presupporre adirittura una sorta di messa in scena. Ad onor del vero – e questa è la cosa più grave – quella presunta messa in scena, posta come possibilità da te, non ha la necessità di essere costruita in quanto costruita indirettamente da quel circo mediatico stesso. Io arrivo persino a temere che, addirittura, quello stessa vuota teatralità generale non abbia degli sceneggiatori, dei burattinai, ma che sia un’orchestrazione del sistema stesso in cui viviamo.
    Comunque, non posso non farti i complimenti per il tuo scritto, non solo per come è stato ideato, ma anche perché, come accennavo, è in sintonia col mio pensiero.

    Ciao!

    Giuseppe Albano

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    • Comunque quello che mi sbalprdisce di più è come tutti siano incollati a sta telenovela anche adesso che è finita. I social sono pieni di commenti idioti su queste gare fasulle …evidentemente non ci sono altri problemi in questa società che beve e mangia tutte le stronzate rifilate dai mass media

      Mi piace

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