Nemi delle fragole

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E’ proprio vero che noi italiani troppo spesso ci lasciamo andare a troppe critiche, parliamo per lo più della parte brutta del nostro “Bel Paese” tralasciando la straordinaria bellezza di cui è straordinariamente punteggiato. Troppo spesso, abituati come siamo a vivere nel posto più bello del mondo, non riusciamo a coglierne la sua straordinaria connotazione territoriale. Nemi per me è stata un’esperienza esemplare di una realtà cittadina ben tenuta e da annoverare fra quei territori che ti sorprendono.

La bellezza di un borgo profumato di fragola, affacciato in un lago. Un posto romantico, tutto italiano, ricco di storia, il bosco sacro della dea Diana. A due passi da Roma, vicino Frascati e Castel Gandolfo, mete conosciutissime nel mondo, questo paese di poco più di 2000 anime affascina per i tanti suoi punti di autenticità territoriale. In primis la fragolina di Nemi (foto) Una fragola boschiva che qui è praticamente ovunque. Utilizzate su tartine dolci, oppure nella versione classica con panna montata, o come cocktail insieme al liquore iper alcolico e dolcissimo fatto con le stesse “il fragolino di Nemi”; stranamente non le ho trovate nei menù dei ristoranti nella versione vintage anni ottanta del “risotto alle fragole”, che se lo si sa preparare, vi garantisco, ancora oggi può essere un gran primo piatto per una cenetta romantica a due.

Ma la bellezza di Nemi non si ferma alle fragoline, corre indietro nel tempo fino all’epoca dell’Imperatore romano Caligola e i resti delle sue navi recuperati dal fondo del lago, dopo due mila anni di mantenimento naturale nei fondali, a seguito di numerosi tentativi di recupero, solo durante il periodo del fascismo rividero la luce del sole, e furono esposte presso il museo delle Navi di Nemi. Purtroppo però quell’opera dell’uomo, conservata per oltre duemila anni dagli abissi del lago, durò solo 12 anni circa, infatti nel 1944 sembra ad opera di una rivendicazione tedesca, il museo subì un incendio ed i tesori millenari distrutti. Oggi sono esposte le parti in ferro e riproduzioni in miniatura.

La zona vulcanica conferisce all’acqua pubblica o acqua del Sindaco, un’effervescenza naturale come nella maggior parte dei territori circostanti. Interessante anche l’avventura imprenditoriale dell’ospitalità diffusa all’interno del borgo. Uno dei pochi esperimenti di albergo diffuso in Italia, funzionante, con un ottimo rapporto qualità prezzo e fuori da qualsivoglia deriva politica. Anche i souvenir qui a Nemi sono, a mio avviso, una peculiarità creativa del posto. Didascalici e simbolici, sono diversi rispetto alle classiche calamite da frigorifero e narrano il mito di Diana e dell’origine vulcanica di tutta la zona.

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