Rifiuto la scheda e vado avanti. Perché le scarpe me le faccio fare da chi dico io!

Le mie scarpe fatte interamente da Stefano Minetti (hanno due anni e vi assicuro che non le tratto bene per niente ma guardate che belle che sono)

Le mie scarpe fatte interamente da Stefano Minetti (hanno due anni e vi assicuro che non le tratto bene per niente ma guardate che belle che sono)

Al termine di una campagna elettorale caratterizzata dal peggio del peggio, porchette varie e programmi zero da parte di tutti i gruppi che si presentano (per onor di cronaca nel paesello, solo il movimento 5 stelle non ha offerto la porchetta), ho deciso che se proprio devo farmi fare le scarpe da qualcuno, me le faccio fare, come ho fatto quasi due anni fa, da un amico vero.

Stefano Minetti fa anche accessori su misura ma dovete corteggiarlo perché lui odia stare al centro dell'attenzione.

Stefano Minetti fa anche accessori su misura ma dovete corteggiarlo perché lui odia stare al centro dell’attenzione.

Stefano Minetti, un calzolaio Matelicese, uno di quegli artisti che creano da “zero” prodotti reali a “km zero” e, udite udite… interamente con le sue mani!

Prima di essere un grande artigiano è una persona di un’estrema levatura culturale ed è anche uno dei pochi che il suo mestiere lo sa fare bene! (le scarpe in foto hanno quasi due anni di maltrattamenti e sono ancora “IperComode”). Mi viene anche lo slogan.

“Solo da Stefano Minetti farsi fare le scarpe diventa un piacere.” 

Comunque cerchiamo di tornare seri (cosa che mi riesce spesso male). Franco Battiato in un dichiarazione di oggi al Messaggero (link) ha detto:

“Spesso chi fa andare avanti il Paese non vota, gli altri sono solo ladri (…) Grillo è una delle novità più interessanti, ma c’è una percentuale di oscuro che mi lascia perplesso”  

Franco Battiato - Fonte Internet

Franco Battiato – Fonte Internet

Stando a questa dichiarazione riportata sul giornale, posso tranquillamente affermare di condividerla appieno. Nessuno in questa campagna elettorale ha mostrato un minimo accenno ai problemi reali. Solo chiacchiere e slogan di marketing elettorale a tutti i livelli, con alle spalle un Paese ridotto ai minimi termini.

Quindi rifiuto la scheda e vado avanti, faccio astensionismo attivo perché ho cercato di pre-occuparmi, cioè “occuparmene prima” della “Politica”, prima che i giochi fossero fatti per non sentirmi un qualunquista, mi sono accorto di aver trovato un vuoto di argomenti pneumatico; da una parte chi si lamenta senza fare nulla e, dall’altra, chi fa proposte così tanto per farle.

Ho concluso pensando che forse il problema è che fa schifo la gente ma non ci voglio credere, nonostante tutto.

Vivo in un paese di 10 mila abitanti, con un centro storico spettacolare, e un bel clima, ma ci pisciamo sopra. Siamo lascivi, accogliamo chi ci prende per il culo e cacciamo via chi ci stima. Forse è nel DNA di un matelicese essere così.

Comunque i veterani della politichetta locale, per la maggior parte galoppini dei partiti, quando proponevo incontri tematici per costruire un programma condiviso e argomentato sui contenuti, mi rispondevano insultando e dopo avermi insultato, dicendomi che ero io il provocatore e che gli argomenti da scrivere sul programma si potevano scaricare da internet senza farla troppo lunga. Quando ho ribattuto che qualcosa l’ho anche scritta qui sul blog e, se qualora ne avessero avuto desiderio, avrebbero potuto copiare tranquillamente da qui, sono divenuto “quello da evitare” ad ogni costo più della lebbra.

Per fortuna che qualcuno si ricorda ancora che cosa abbiamo fatto insieme ad un gruppetto di amici (link) (link) (link), anni indietro per cercare di dare un minimo di slancio turistico e di apertura mentale alla cittadina in cui, anche se scomodo, ci vivo ancora. La partitocrazia, gli speculatori e gli egoisti oggi hanno depresso, “scoglionato” e di fatto, bandito questa parte buona, oscurandola, tenendola rilegata dietro ad un telo di plastica fatto di manifesti elettorali, di leva su paure varie, fregandosene, sembra sia in voga la proposta esclusiva del loro “Egocentrismo” fatto di nullità e nessuna aspettativa di interesse sociale, comunitario ed umano.

Allora come ho già fatto da tempo, visto che chi ha idee e le mette in pratica, qui viene preso a calci in culo a tutto vantaggio degli speculatori e dei ruffiani di turno e, visto che non mi faccio ora, e tanto meno mi farò comprare (MAI!!!)  dal primo politicante di turno con la porchetta, decido il mio rifiuto della scheda applicando l’astensionismo attivo (potete vedere cosa ho fatto e come si attua leggendo qui, qui e qui). Se sarò il solo a farlo non me ne potrà fregar di meno!

Nella mia casella di fianco al numero della tessera elettorale ci sarà scritto “Nessuno dei candidati mi rappresenta”.

Ho rammarico perché avrei voluto votare Movimento a 5 Stelle perché su Grillo e sulla volontà di costruire contenuti insieme alle persone e, per le persone, ci credo, ma non è stata chiara la composizione della lista civica e tutto il processo di composizione del programma e anche loro non hanno, almeno in questa zona, fatto niente nel verso della costruzione di idee necessarie e realizzabili. Rimangono comunque i “meno peggio”. Per questo, a maggior ragione si rafforza il mio rifiuto della scheda di voto.

Sono convinto che non ci sarà crescita se non si inizia ad aprire un processo di dialogo vero su forma, sostanza e contenuti, partecipazione sociale e soprattutto offrendo spazio ad idee innovative e competenze reali e non sbandierate, sotto ogni punto di vista.

Non vedo nulla di tutto questo. Vedo solo autoreferenzialità.

Quindi la morale è che le scarpe, quelle fatte bene, io me le faccio fare solo Stefano Minetti.

A proposito, lo trovate nella sua bottega davanti alla chiesa di Santa Maria a Matelica.

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2 thoughts on “Rifiuto la scheda e vado avanti. Perché le scarpe me le faccio fare da chi dico io!

  1. Belline le scarpe…
    Mi sembra un ragionamento logico e anche io sono per l’astensionismo attivo, se nessuno dei candidati ti rappresenta.

    In fin dei conti, se votare è un diritto e un dovere, lo è anche anche astenersi e non sentirsi obbligati a votare il meno peggio.

    Ci saranno sicuramente persone che ti diranno che non concludi nulla così e che non ha senso. Lo so perché a me lo hanno già detto. Viviamo in un mondo di convenzioni in cui, se desideri esprimere la tua opinione in modo diverso, vieni considerato lo scarto della società. Io per quest’anno ho votato il “meno peggio”. È stato breve e indolore… Ora vediamo se il risultato sarà altrettanto indolore.

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    • Il fatto è che si dovrebbe votare il migliore non chi ti porta meglio per il culo. Ma sai che c’è, quest’anno come anche spesso negli anni passati io rifiuto e vado avanti lo stesso. 😉 Ciao Antinea, in bocca a lupo per tutto e grazie.

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