L’inciviltà e la monnezza! Quando arrivano le bollette che non ti aspetti!

"monnezza e bandiera" fonte internet

“monnezza e bandiera” fonte internet

Oggi a molte famiglie del mio paese, Matelica (MC), sta arrivando la bolletta dei rifiuti, quell’imposta che un tempo si chiamava “la monnezza”. Oggi T.A.R.E.S. (Tributo Comunale sui Rifiuti e sui Servizi). Ma prima di questo acronimo la stessa imposta si chiamava T.A.R.S.U. (Tassa Rifiuti Solidi Urbani).

Come vedete sulla nuova versione hanno inserito la parolina “Servizi”. Quindi la tassa oggi la paghiamo tutti quanti un po’ di più per ogni metro quadro delle abitazioni in cui viviamo (dai 30 ai 40 centesimi/mq). Questi soldi secondo i nuovi criteri normativi vengono trattenuti dallo stato che, non eroga più parte dei trasferimenti ai comuni. Un aspetto fondamentale del nuovo tributo è che dovrà essere coperto per intero dal gettito d’imposta, cioè da quel che paga ogni contribuente (più i servizi, i 30 cent./mq), mentre prima si poteva andare a copertura solo parziale.

Il nuovo tributo in vigore da gennaio 2013 che però, pensate un po’, passerà in sordina a fine anno, (grazie ai quei geni creativi dei politici che abbiamo al governo) stabilisce parametri di adeguamento strutturale dei comuni in base al numero dei componenti di ogni abitazione (per il concetto in apparenza equo, di chi più inquina, più paga). Il problema è che per le attività (utenze non domestiche) ad esempio, dalle tabelle dei coefficienti utili al calcolo della tariffa,(sempre dettate dallo stato con minimi e massimi illogici) viene fuori che le banche, tanto per fare un esempio eclatante, hanno riduzioni rispetto a prima, mentre le attività e le famiglie numerose, saranno tutti salassati, chi più chi meno. 

Questa è a grandi linee l’impostazione generale decretata dal governo centrale che già fa venire i nervi a fior di pelle per come concepiti i parametri e per la loro applicazione.

Ma veniamo al caso particolare. Nel mio paesotto di provincia, tra il 10 Novembre 2013 e oggi 14 novembre 2013, sono stati inviati i bollettini a saldo della suddetta nuova tariffa (a metà anno fu inviato l’acconto diviso in rate). In sostanza come una doccia gelata, i cittadini si sono trovati, di punto in bianco a pagare una tariffa che, fino a ieri avevano solo sentito dire, i più distratti, mentre, ne erano abbastanza preoccupati, i più attenti.

La beffa del Comune in cui abito sta nel fatto che, il bollettino sia arrivato con soli due giorni di anticipo dalla data di scadenza.Il che significa ASSOLUTO NON RISPETTO PER I CITTADINI, visto che codici etici di contribuzione attribuiscono almeno diversi giorni di preavviso nella comunicazione del pagamento, prima della scadenza del tributo stesso e, soprattutto l’applicazione certosina delle possibili riduzioni (sono possibili per legge riduzioni per particolari categorie svantaggiate, famiglie numerose,attività in crisi ecc.) 

Nel dettaglio questi “simpatici geniacci” di Amministratori locali hanno contribuito ad inasprire una situazione già assurda dal principio.

Hanno inviato il salasso a due giorni da una scadenza che è stata anticipata al 15 novembre solo qui !!! (negli altri posti è dicembre) hanno dimostrato di fregarsene altamente della situazione di estrema gravità in cui versano le famiglie e le attività in questo periodo di crisi nera.

Inoltre lo stato centrale chiede per legge, solamente la parte fissa entro dicembre 2013 (per intenderci quella seconda vocina che trovate sul modello f24 allegato alla lettera con tanto di corollario tutto lacrime di coccodrillo dell’Amministrazione) e da la possibilità di prevedere una proroga o una rateizzazione che alcuni altri comuni, leggermente più solidali con la povera gente rispetto a questo, hanno inteso prorogare fino ai primi mesi del 2014. Addirittura, vista la disomogeneità e la decadenza a fine anno dell’intero tributo, è stata resa possibile, da qualche mese, la possibilità di rimanere addirittura con il vecchio regime TARSU. Opportunità utilizzata da diversi comuni italiani. Basta farsi un giro per internet.

Chiedo, forse invano, visti i livelli di rassegnazione locale,  ma ci provo lo stesso. Se davvero siamo Comuni virtuosi nella raccolta differenziata, perché i preventivi del consorzio di smaltimento rifiuti fatti ai comuni annualmente, aumentano costantemente invece di diminuire? Perché dobbiamo sempre sottostare al gioco al rimpiattino dei politicanti che da una parte piangono e dall’altra contribuiscono a rendere la vita di tutti sempre più impossibile?

Perché nessuno si indegna e mettiamo tutti la testa sotto la sabbia?

I documenti esplicativi in tal senso li trovate sul DL 102/2013qui e qui

In questa nostra piccola situazione di provincialismo esasperato, perché nessuno di ‘sti politicanti da quattro soldi fa nulla per cercare di agevolare i pagamenti con una dilazione della scadenza, questa ennesima imposta assurda?

Soprattutto perché adesso che noi cittadini ci stavamo abituando alla raccolta differenziata, proprio adesso ci dobbiamo tenere sul groppone ‘sti aumenti vertiginosi? Siamo sicuri che il gestore unico del servizio rifiuti, visti anche gli aumenti dei costi, completi VERAMENTE il circolo del riciclo?

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3 thoughts on “L’inciviltà e la monnezza! Quando arrivano le bollette che non ti aspetti!

  1. Si conferma così il menefreghismo del capitalista borghese che ha dimenticato le sue origini, che sopprime il suo popolo senza cercare quanti meno di alleviare le pene che già lo stato pone, facendo la semplice pedina del padrone e senza quanto meno applicarsi per una salvagurdia della salute psico-fisica delle persone. Nn basta il governo di larghe intese a esasperare la gente, noi dobbiamo avere il carico anche da parte del comune sordo ad ogni sofferenza! Invece di lottare affianco al popolo vista la situazione, invece di fare un percorso che possa giovare ai matelicesi si agisce senza vergogna e senza un briciolo di umanità del prosequio di quello che possiamo chiamare il soggiogo dei pochi sulla città esausta e abituata a stringere la cinta.

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  2. Se la spazzatura fosse gestita con criterio probabilmente i cittadini e le aziende sarebbero più consapevoli di ciò che producono, si selezionerebbe di buon grado ogni tipo di rifiuto e, compito di chi raccoglie i rifiuti, la valorizzerebbe fino a farla diventare una nuova risorsa, ripagati unicamente da un obiettivo comune: la possibilità di vivere in armonia ed in salute con l’ambiente che ci circonda.
    Ovviamente parlo di cose dell’altro mondo, visto che qui il sistema è proprio al contrario. Come al solito chi ha di più paga di più, ma spesso chi ha più persone a casa non sempre ha più soldi di una banca, e questi criteri di tassazione alla “do cojo cojo” non danno certo lo stimolo ad impegnarsi a selezionare meglio i rifiuti o a riciclare, anzi…
    Potremmo anche diventare il comune più virtuoso d’Italia per una percentuale di differenziata del 99%, ma finchè le tasse le paghiamo come a Napoli o a Torino, o forse addirittura di più, questo meccanismo farà solo male all’economia della gente e la porterà a credere, giustamente, che la parola “ecologia” sia legata sempre a “ecomafia”.

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  3. È incredibile! Da me è arrivata ieri e mi chiedono 178,00 euro! Dove li vado a prendere questi soldi in due giorni?
    Per fortuna il comune di Matelica offre molte alternative:
    – posso vendere la collana di mia nonna a un negozio compro oro
    – posso tentare di giocarmi gli ultimi spiccioli per vincerli a videopoker
    – posso vendere il giardino di casa mia alla centrale a biogas
    – posso chiedere un “prestito” a un “amico” che mi ha presentato mio cuggino
    purtroppo non posso fare un mutuo alla Banca delle Marche perché ultimamente la trovo sempre chiusa per sciopero!

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