Casa di Riposo. Nel mio paese lo sfaldamento del metodo di scelta.

(inserisco il link a questo video di una straordinaria profondità di Giorgio Panariello in uno spettacolo qualche anno fa)

Nel mio paese ieri sera c’è stata un’assemblea pubblica, organizzata da due gruppi consiliari di opposizione, dove si è discusso del futuro della Casa di Riposo locale. Non so sinceramente perché mi occupo di questo argomento in maniera così approfondita, in fondo non ho un familiare presente nella struttura e, al dibattito pubblico alla domanda, “quanti sono i familiari che hanno ricoverati in residenza assistita?”, non sono stati più di 5 ad alzare la mano.

In totale saranno state presenti più di un centinaio di persone. Personalmente non riesco a trovare giustificazioni per un tale assenteismo. Spero tanto che possa cambiare questo stato di assurdo assopimento e “scoglionamento” sociale.

Viviamo tempi di crisi che possiamo superare solamente se riuscissimo ad aumentare la partecipazione civile e diminuire la pressione partitocratica! Dobbiamo, a mio avviso, cercare il coinvolgimento costruttivo di quanta più gente interessata possibile! Fregandocene non ne usciremo più da questo stato di cose e diventa giustificabile la strumentalizzazione politica. In realtà scrivo per questo! Per senso civico!

All’assemblea ho posto un problema di metodo, che noi cittadini abbiamo contribuito a costruire negli anni, delegando tutta la situazione pubblica a partiti e politicanti di ogni colore!

Nel giustificare il problema di metodo ho posto delle considerazioni che hanno spaziato un po’ (lo ammetto) dal problema singolo della casa di riposo.

Ho fatto l’esempio di come, per incentivare il turismo, la mia regione abbia concesso lo scorso anno quasi 2 milioni di euro per uno spot quantomeno discutibile. Le provvidenze sembra che siano state prese dai fondi europei F.A.S. (Fondi per le Aree Svantaggiate). Purtroppo i flussi turistici non sono in crescita, soprattutto nelle aree svantaggiate della montagna!

Da più parti infatti, quel provvedimento ha avuto aspre critiche.

Per entrare nel succo della questione, penso fermamente che il problema sia proprio la considerazione rispetto agli obbiettivi che una trasformazione amministrativa di un servizio pubblico possa avere sull’usufruitore finale. Nel caso della Casa di Ricovero e Cura, l’anziano.

Ragionando diversamente risulta difficile ogni tipo di soluzione, ed un conseguente miglioramento dei servizi. Infatti, quello che è mancato veramente nel dibattito di ieri sera, e precedentemente anche al Consiglio Comunale aperto effettuato lo scorso Gennaio è, e resta a mio avviso, la tecnicità sul come riorganizzare effettivamente la struttura. Premetto che la riconversione degli Istituti Pubblici di Assistenza e Beneficenza (IPAB) hanno iniziato il processo di riconversione, in altre regioni Italiane, addirittura 4 anni fa.

In molti casi le Regioni hanno addirittura stilato veri e propri vademecum per la riconversione di questi enti, nella chiara interpretazione dell’introduzione di un principio di natura “Aziendale”.

Premettendo la mia convinzione per una soluzione che sia più vicina possibile alla natura pubblica, credo che il dibattito dovrebbe seguire una direzione molto diversa da quella attuale.

– I familiari dei ricoverati dovrebbero avere, di diritto, rappresentanti nominati all’interno del Consiglio di Amministrazione.

– I cittadini devono essere messi nella condizione di avere assicurazione del fatto che la situazione di assistenza possa esclusivamente migliorare, potendo influire direttamente e, senza alcun filtro di natura partitocratica, al controllo del livello di qualità nel trattamento dei ricoverati e delle scelte “aziendali”.

– Le rette dovrebbero essere obbligatoriamente riviste al ribasso visto anche il periodo di crisi economica anche con la concessione di provvidenze pubbliche.

– La riconversione dovrebbe obbligatoriamente riguardare anche la verifica ecosostenibile della struttura, applicando migliorie e nuovi impianti per una efficace ottimizzazione ecologica di tutti gli ambienti.

– I lavoratori e soprattutto gli assistenti dovrebbero avere una condizione lavorativa ottimale e stipendi al di sopra dei 1’100 euro oltre ad essere inseriti in un organico congruo al numero di ricoverati e ai servizi erogati.

– Il servizio mensa dovrebbe essere garantito internamente con prodotti freschi e qualitativamente selezionati.

– In fine, le persone che saranno chiamate a dirigere la struttura dovranno meritarne la “dirigenza”.

Tutto questo è e sarebbe possibile se la gente smettesse, una volta per tutte a fare la parte dei “consumatori pigri e scoglionati” e diventasse viceversa una massa di “cittadini attivi e informati”

Nell’attesa, buona vecchiaia a tutti!

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5 thoughts on “Casa di Riposo. Nel mio paese lo sfaldamento del metodo di scelta.

  1. Se mi chiedi cosa è meglio per me penso di essere stata chiara: FONDAZIONE!
    Ma io sono sola o almeno da quel che ho capito ci contiamo in una mano quelle che appoggiano questa scelta; tutti gli altri dello staff dalle donne delle pulizie all’assisstenza passando per la cucina, lavanderia e ufficio appaggiano tutti l’ASP.
    Mi chiederai perchè ed io ti rispondo che ancora non capisco bene il motivo; quello che sento e vedo è che non siamo molti a porre in primo piano il bene dei nostri ospiti purtroppo siamo in un momento di recessione economica del Paese intero e sicuramente il pensiero comune è quello di una scelta che non intacchi guadagni e posizioni che ognuno ricopre all’interno dell’ente, poi subito dopo il lato economico ci sono motivi vacui come attacchi vari alle persone scomode che sono all’interno oppure la paura di una gestione non FORTE da poter dare sicurezza economica nel Futuro!
    Come avrai capito il problema fondamentale sono i soldi o meglio la sicurezza di continuare a ricevere lo stesso stipendio e le stesse “condizioni agevolate” che sussistono al momento; questo è quello che arriva a me Cinzia Giovannini dalle colleghe/i!

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  2. Cinzia, innanzitutto grazie per i complimenti che accetto volentieri. 🙂
    Credo sia importante, anzi fondamentale che siate voi che lavorate li dentro ad esprimere le vostre opinioni e chiedere anche le migliorie che servono al Vostro lavoro.
    Perché la situazione li dentro la conoscete sicuramente meglio voi che ci lavorate rispetto ai politici e gli altri che in questi giorni parlano spesso in modo congruo e spesso senza cognizione di causa.
    Per quel che mi riguarda credo di aver fatto il mio, riuscendo a far parlare una persona che “li ci lavora”.
    Iniziavo a sconfortarmi perché ai dibattiti ho sentito parlare nell’ordine; amministratori, politici e sindacalisti ma chi sta li all’assistenza mai!
    Quindi hai fatto proprio bene ad esprimere il tuo pensiero; anzi se ci sono altri tuoi colleghi che vogliono argomentare ne sarò felice davvero.
    Sono i cittadini motivati a cambiare le cose, il resto le strumentalizza.
    Perché far questo vuol dire iniziare a parlare tenendo a mente gli obiettivi, che sono quelli che accenni anche tu, la cura degli ospiti di quella struttura.
    Una cosa non ho capito bene, anche se vedo e sento incessante in ambito politico, ma che in effetti inizio a credere che sia francamente relativa in base agli obiettivi di mantenimento e/o potenziamento della struttura: Fondazione o Azienda Pubblica?

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  3. Ciao caro Marco, vorrei saper esprimermi in modo corretto come fai tu non sono una grande parlatrice o scrittrice però questo argomento mi tocca da molto vicino e quindi vorrei dire la mia.
    Lavoro in casa di riposo da ormai 4 anni dapprima in pulizie e aiuto cucina e ormai da 9 mesi in assistenza, tente cose vanno bene e tante altre andrebbero migliorate ma siccome il perno di tutto ormai oggi sono i soldi sono sempre di più i tagli; il problema della scelta purtroppo è un problema (da quel che ho capito forse sbaglio) un problema di politica e economico.
    Cerco di farti vedere le cose dal mio punto di vista che è quello del bene dell’anziano che è il motivo principale per cui continuo a lavorare tutti i giorni col sorriso sula bocca; gli anziani che sono in casa di riposo sono per lo più anziani malati che non possono essere accuditi in casa per mille mille motivi e secondo me anziani bisognosi di cure mediche sì ma soprattutto bisognosi di sentrirsi ancora VIVI cioè sentire e donare AMORE attraverso le azioni e per chi può le parole.
    Il problema della scelte quindi DEVE tutelare il bene dell’anziano e NON DEL PORTAFOGLIO del parente dell’ospite o dello staff lavoro, la scelta dovrebbe essere presa pensando al FUTURO ma non del domani ma del futuro a lungo termine.
    Il settore Pubblico ad oggi obbiettivamente parlando non è assolutamente “messo bene” guardiamo le scuole dove i bambini di cinque anni sono costretti a mangiare cibo proveniente da mense esterne con i problemi che questo comporta (cibo cotto da ore, trasportato e magari esposto a cariche batteriche, scarso in alcuni casi e con poca scelta…)questo può essere un esempio ma ce ne sono vari di esempi da portare avanti; vogliamo proprio soffermarci a vedere un attimo gli OSPEDALI parliamo dei servizi appaltati bene partendo dalle pulizie passando per la lavanderia arriviamo alla mensa; parliamo di soldi? ok tagli dappertutto dalle garze passando ai pannoloni per finire ai farmaci, assunzioni di personale sempre meno numeroso con quello che invece è già interno costretto a turni massacranti……..
    Queste non sono cose che non trovi scritte e documentate questo è ciò che vedo da ormai anni toccando con mano seguendo i miei familiari nei vari pellegrinaggi negli ospedali, allora mi chiedo se già oggi ci lamentiamo per quello che non và nella nostra Casa mi dici cosa succederà quando verranno tagliati tutti i servizi che oggi offriamo seppur in maniera poco adeguata?
    La riflessione che io farei se oggi avessi un familiare ricoverato è: dove posso intervenire se vedo che tutto và a rotoli nel Ricovero dove ho un parente in una struttura Pubblica dove hai le mani legate puoi fare denunce sopra denunce tanto ricordiamoci che i cani tra loro non si sbranano MAI, oppure posso intervenire meglio in un Privato dove ci sono persone che devono rispondere di atti e parole? Con questo chiudo perchè ti ho rubato troppo spazio, mi scuso per l’italiano non perfetto e per aver espresso la mia opinione magari crudamente ma questo è ciò che penso!

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  4. Tu vai Tarlo! 🙂

    Ti rispondo subito… quantu si mattu! ahahahah!

    Quando lo vorrà la gente e inizierà a partecipare, commentare di più, delegare di meno, discutendo e facendo proposte!

    Quando la società ritornerà ad essere una società di persone responsabili che si informa e vuole essere informata sui contenuti non solo sui pettegolezzi!

    Altrimenti l’alternativa è solo quella di lasciarsi lacerare i pensieri e le proposte dai partiti.

    In poche parole se non togliamo questo alone di scoglionamento sociale è inutile qualsiasi altro sforzo.

    SOPRATTUTTO NON FO’ LA LISTA CIVICA PERCHE’ TU NON CI STAI MAI QUI!

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  5. Non conosco bene la vicenda quindi non entro nel merito della privatizzazione o meno. Il dato che lascia pensare è però la presenza di sole 5 persone che hanno parenti ospiti (si dice cosi?) presso la casa di riposo. Dopotutto qualunque sia la decisione i primi a subirne le conseguenze (buone o cattive) saranno proprio loro. E magari si lamenteranno pure con le solite frasi da italiano medio che si sente fregato.
    Tipo i vicentini alluvionati che ce l’hanno con la lega (!!). Ah, cari miei se ve la cercate…

    P.S: quand’è che ti decidi a fare una lista civica? 😀

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