E’ possibile fare la carità? Egoisti per legge e Status Symbol

Scrivo oggi dopo qualche giorno di pausa, diciamo così, riflessva. In realtà questi giorni sono stato senza pensare più di tanto. Mi sono incazzato e commosso. Insintesi posso dire di aver vissuto, nel bene e nel male, di qualche emozione.
Mi sono sentito felice per la stima che ho ricevuto da qualche persona in modo inaspettato, ho avuto conferma del fatto che le persone più umili sono quelle che trasmettono l’essenza della vita. Ho riscoperto la contentezza nel fare qualcosa assieme a mio padre. Mi sono divertito e commosso davanti al televisore vedendo la storia di San Filippo Neri, interpretata da un grandissimo Gigi Proietti. Stavolta la RAI ha costruito una grande fiction.
Mi sono incazzato anche per aver visto il marcio della politica e della “classe dirigente” a tutti i livelli. Scandali, o presunti tali nelle prime pagine dei giornali, l'”informazione classica” sempre più chiusa e finta. Il problema più grosso a sentire i TG sembra essere l’ingresso dell’autunno e le case o le cucine di qualcuno che finalmente ha avuto il coraggio di dissentire alla voce del padrone (vedi il caso di un certo Fini).
Nel mio paesello, allo stesso modo mi sono sentito disarmato e sconcertato dopo l’applicazione di un’ordinanza assurda (l’ennesima): stavolta si proibisce l’accattonaggio. Mi sono informato anche paragonando testi di ordinanze simili nel nord Italia (ad esempio Crema) dove la chiesa ha preso una posizione quantomeno perplessa poiché si tende a fare del populismo e “nascondere il problema” piuttosto che cercare modi risolutivi o di integrazione. Se penso inoltre che Filippo Neri sosteneva una sola regola, “fare la carità”, e che dalle nostre parti, dove di chiese anche a lui intitolate, ce ne sono tantissime, ma non ci sia stato nemmeno un prete che avesse fatto un distinguo o preso una posizione di contrasto come ha fatto il vescovo di Mantova tempo fa. Assolutamente no, parlando con alte cariche della chiesa locale, addirittura mi son sentito dire che quell’ordinanza sarebbe comunque una risposta al “racket dell’accattonaggio”.

Al di la del problema che potrebbe anche esistere, ma da noi è sicuramente molto relativo, il fatto che mi ha inorridito è stato il contrasto netto che si palesa ogni giorno uscendo di casa fra l’opulenza, mostrata senza nemmeno tanti mezzi termini da questi signori che governano e, l’aspra lotta contro le classi più povere. Deboli coi forti e forti coi deboli, questa è la società che meritiamo, questa la “governance de noantri”. Ho contato 4 persone sensibili al dibattito, ho visto cassintegrati intenti a leccare il culo al potente di turno per avere un altro posto fisso per finire di pagare i cerchi in lega nuovi, o artigiani non prender posizione perchè prendere posizione non convenie, si perdono i clienti.
Nonostante non sia più un cattolico, vivo un cristianesimo molto personale, nonostante ogni tanto al centro commerciale scocciano un po’ con l’elemosina anche perchè la chiedono a me che sono più povero di loro, nonostante sono convinto che qualsiasi forma di racket dovrebbe essere debellato. Questa ordinanza nel nostro comune è proprio inutile. Sinceramente fa proprio incazzare,
Stavolta in quanti commentiamo? O avete paura?

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4 thoughts on “E’ possibile fare la carità? Egoisti per legge e Status Symbol

  1. Vorrei dire a Moira, di cui rispetto ovviamente toni e contenuti, che gli aspetti di cui lei parla come “bisogno di regolamentazione” è già ben presente nelle norme del codice penale…che persegue lo sfruttamento delle persone (quindi sopratutto dei minori) per scopi di accattonaggio ..così come non è possibile fingersi disabili per attenere del pietismo… A queste cose possono tutt’ora dedicarcisi tranquillamente le forze dell’ordine con gli strumenti legislativi attuali.
    L’ordinanza, di contro, a parte l’opportunità morale e cristiana ben motivata da Marco, si incunea in una inutile caccia alle streghe…che vuole solo distogliere l’attenzione dai reali problemi della cittadina…che sono più grandi e più complicati da risolvere…se si continuano a nascondere…come l’apertura di credito fatta da chi amministra questo comune a fenomeni organizzati di dubbia utilità sociale.

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  2. La mia posizione su questi argomenti l’ho espressa in questo post: http://queltarlomaisincero.wordpress.com/2010/08/26/lodio/

    Il fatto che gli uomini di chiesa non abbiano detto una parola a riguardo mi lascia abbastanza perplesso, come mi lascia perplesso che si cerchi di combattere un racket a colpi di ordinanze di questo tipo; è come se si volesse combattere lo spaccio di droga vietando il trasporto delle merci.

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  3. L’argomento non è facile come può sembrare di primo acchitto. Non si può archiviare con un secco pro o contro. Il punto non è vedere pochi poveri perchè si ha poca fede o non avere carità. Siamo onesti con noi stessi. Quante volte ci è capitato di incontrare qualcuno che ci ha chiesto qualche moneta per mangiare o cos’altro? A quanti di noi, nel momento in cui, fermi al semaforo o mentre siamo indaffarati a caricare le buste della spesa in auto, in quel preciso momento, all’avvicinarsi di un “mendicante” o un lava vetri non è venuto in mente, anche solo per un attimo, una frazione di secondo…”che ppalle, non se ne può più, eccone un altro…” E’ umano, forse non Cristiano ma è umano pensarlo, anche solo una volta nella vita. Magari perchè si è presi dai nostri problemi, dai nostri pensieri, stanchi dopo una giornata di lavoro o incazzati per aver appena pagato l’ennesima bolletta salata di non so cosa. E’ umano, e lo dice una che 1 euro, pur avendone molto pochi per se stessa, appena può è contenta di donarlo a chi si avvicina chiedendo aiuto. Ok, sentire Vescovi o prelati vari aderire a questa campagna caotica contro “l’accattonaggio” onestamente fa rabbrividire quando invece i primi a tendere una mano dovrebbero essere proprio loro ma d’altro canto cerchiamo di andare più a fondo del problema e pensiamo a quanti bambini tenuti in condizioni sanitarie a dir poco penose si incontrano per strada sfruttati dai genitori per muovere a pietà i passanti. Pensiamo a quanti ragazzini disabili vengono anche loro sfruttati dai familiari e piazzati davanti alle chiese con le loro carrozzine sempre per lo stesso scopo, e in questo caso, purtroppo, parlo sapendo quello che dico. Da noi, a differenza di altri comuni più piccoli il problema del racket c’è ed è visibile. Bambini scaricati da macchinoni agli incroci, lasciati a sudare al sole o a inzupparsi sotto la pioggia o la neve e caricati di nuovo la sera. Di sicuro il bisogno di una regolamentazione c’è, non tanto per “tutelare” noi “cittadini per bene” quanto per proteggere gli indifesi, gli sfruttati e condannare i colpevoli, ma purtroppo, ed è un dato di fatto, le leggi nascono quasi sempre sbagliate e per motivazioni ancor più sbagliate.

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  4. Chi ha poca fede vede pochi poveri. Chi ha molta fede vede molti poveri. Chi non ha nessuna carità non vede nessuno….chi non vede nessuno, non riesce a vedere neanche se stesso ( qualche governante effettivamente non vede nessuno)

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