Una intuizione davvero interessante, un esempio di Green Economy.

Oggi è proprio il caso di dirlo. Oggi è uno di quei giorni dove sono orgoglioso di avere gli amici che ho. Sono particolarmente contento e stranamente euforico. Forse sarà che sono appena guarito da un mal di gola, da una brutta tosse e da un’allergia primaverile che mi hanno bloccato in casa fino a ieri, e, nonostante tutto, fumo ancora. Forse sarà il fatto che oggi sto insieme alla mia lei, forse il gratta e vinci da 50 euro (piccola botta di culo mai avuta prima), forse che è il 2 giugno, forse è perché capisco sempre di più che ho una mamma straordinaria o perché negli sguardi e negli atteggiamenti di Sandro e di Ania, ieri ho visto una voglia di credere ancora che si possa cambiare.

Vabbè, per farla breve, sono felice e spero che lo siate anche voi oggi.

Ora torniamo all’incipit. Come al solito con Matteo ci becchiamo per mezz’ora e facciamo una passeggiata che i peripatetici c’avrebbero lasciato i sandali, e, forse in certi casi pure di più…. Però lui è così. Incontro di fronte piazzale Gerani, dove ho parcheggiato la macchina per la prima volta pagando il parcheggio, manco a farlo apposta, cercavo l’ombra. Mi siedo sui muretti e aspetto. Passa di fronte a me e mi fa “Dai vieni con me?” lo seguo. Dovevo immaginarmelo lui è così, fa 100 mila cose assieme, ma gli riconosco la metodica e la caparbietà oltre al fatto che lui, è anche un po’ ordinato, a differenza mia. Iniziamo a camminare, parliamo del più e del meno, e poi gli dico “Ohi sai che oggi per la prima volta ho messo 50 centesimi sul parcheggio a pagamento, cercavo l’ombra!” lui mi risponde, “Io no, ho parcheggiato sopra, in una traversa dove è gratis!” poi inizia a raccontarmi “Sai che, a proposito dell’ombra ho in mente una proposta da fare al Consiglio Comunale, l’idea è quella di coprire il parcheggio di piazzale Gerani con delle pensiline di pannelli fotovoltaici, così le macchine che pagano il parcheggio avrebbero l’ombra e i pannelli produrrebbero energia utile per diversi scopi o per essere rimessa sul mercato” “Matteo Aringoli, sei un grande!” gli ho risposto e oggi questo pezzo di blog lo dedico a lui e, anzi, spero tanto che questa proposta venisse accettata in Consiglio Comunale a Matelica col suo nome perché se lo merita proprio vista l’intuizione semplice e geniale.

Soprattutto questa cosa merita vanto se consideriamo cosa succede invece nel nostro paesello. Tutto il Consiglio Comunale si scanna sulla questione dei parcheggi a pagamento, il PD fa addirittura una raccolta firme contro la “tassa” per questo parcheggio, dall’altra parte la Giunta Comunale ha messo il pedaggio sotto l’ottica di una riorganizzazione dei parcheggi in quella zona, di fatto la motivazione fondante è stata proprio l‘esigenza di far quadrare i conti del bilancio.

Un esempio di parcheggio fotovoltaico in un supermercato (fonte internet)

Un esempio di parcheggio fotovoltaico in un supermercato (fonte: internet)

In questa situazione, dove in Consiglio Comunale non si è mai presa in seria considerazione l’applicazione di concetti legati alla cosiddetta “Economia Verde”, dove lo sviluppo sostenibile passa attraverso una bombola di gas rigenerata, un litro di diluente e lottizzazioni selvagge con strade completamente inutili, c’è qualcuno che, in barba ai cosiddetti ideali che non ci sono più, finalmente se ne esce con un argomentazione interessante, introducendo per primo, grazie ad una intuizione semplice, un concetto che dentro quelle stanze non era mai stato preso in considerazione, segno forse non casuale il fatto che questo accade oggi che il 2 Giugno, festa della Repubblica. Io appena tornato a casa mi sono informato sulla cosa, ho visto che ovviamente non saremmo i primi nel mondo a fare una cosa del genere, tuttavia una sua utilità ce l’ha. Considerato come spazio utile la sola parte centrale, poiché la più assolata, del suddetto parcheggio, facendo un conteggio approssimativo si potrebbero coprire c.a. 150 – 200 mq di superficie. Mediamente 5 mq di superficie fotovoltaica produce 1 kw di corrente elettrica. Solo dalla parte centrale del parcheggio di p.le Gerani si avrebbero 30 kw di produzione da fotovoltaico. Con questa quantità di corrente ci puoi mandare 10 appartamenti (mi tengo basso, metti che piove sempre, 8 appartamenti), oppure puoi mandarci un hotel di oltre 20 camere con sala banchetti da oltre 120 posti, sala convegni e ristorante, o ancora potrebbe tranquillamente soddisfare il fabbisogno per un concerto degli Stadio o di Irene Grandi, tanto per fare un esempio. Contemporaneamente si giustificherebbe pure la “tassa” del parcheggio perché avremmo la nostra automobilina parcheggiata all’ombra. E d’estate questa cosa fa tanto comodo, anche e soprattutto per andare a fare shopping sul corso. Spero vivamente che non nascano fantomatici vincoli di impatto ambientale su questa proposta perché altrimenti potremmo proprio dire di essere governati da un branco di dinosauri.

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3 thoughts on “Una intuizione davvero interessante, un esempio di Green Economy.

  1. Chissà se l’amministrazione prenderà in considerazione questa proposta. Io mi sbilancio: NO!
    E ti dico perchè. Semplicemente, nella nostra amata Italia, funziona così: “se l’idea non è mia allora non è buona” e tanto basta per iniziare a studiare una serie di scuse per bocciarla.
    E poi scusa, vuoi mettere con una bella centrale nucleare? I parcheggi li puoi sempre coprire con le scorie e risolvi il problema dello stoccaggio.. e ombra a volontà.

    Ciao

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  2. Carissimo Marco,
    penso anch’io che coprire i parcheggi con i pannelli solari sia conveniente per 2 motivi: 1. ripariamo la macchina dal sole 2. produciamo energia senza consumare terreno agricolo.
    Purtroppo invece qualche amministrazione pubblica si è messa in testa di coprire ettari di terreno coltivabile con le centrali fotovoltaiche. Come al solito qualche gruppo finanziario ha visto il business! E poi la spacciano per green economy!
    P.S. Non ti ho ringraziato per la bellissima cena dell’utlimo giovedì goloso. Piatti buonissimi! da rimpiangere quando ti fai di corsa lo spaghettino all’olio. E poi, il Cozzaro Nero…che mito!
    Grazie

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