Vita artificiale

io non ho paura di "Enea Francia"

io non ho paura di "Enea Francia"

In questo blog difficilmente tratto di notizie plateali come quella di cui invece vorrei parlare oggi.

Il team dello scienziato Craig Venter, il biologo americano che aveva mappato il genoma umano annuncia un’altra sorprendente scoperta: “Abbiamo creato la prima cellula con Dna artificale”. (per saperne di più potete andare qui, qui e qui o cercare “vita artificiale” in un motore di ricerca anche se saremo, credo bombardati da questa notizia in tv oggi)

Ho trovato questa notizia per caso oggi aprendo il blog. In effetti questa cosa sarebbe davvero una scoperta epocale. Infatti fino ad oggi la scienza non ha mai affermato di essere riuscita a creare vita in laboratorio.

Una notizia che ha fatto ovviamente il giro del mondo in pochissimi istanti. Opinioni in tal senso provengono da diverse parti e richiamano a se la questione etica. Quest’ultima personalmente mi fa pensare molto e riflettere.  Proprio ieri sera riflettevo sui diritti dei bambini, sulla condizione di infante, del fatto che comunque la condizione di un bambino oggi vede delegare tutti i diritti ai propri genitori giustamente alla propria famiglia. E quando i tutori non ci sono escono fuori casi di pedofilia e tutto quello che abbiamo modo di conoscere in questi giorni. Una questione etica che parte dai tempi di Gesù (“lasciate che i pargoli vengano a me”), la possibilità di evidenziare una condizione di esistenza soggettiva e non esclusivamente subordinata. Oggi la condizione del bambino è ancora subordinata e del resto ovviamente rimarrà tale anche in futuro, del resto la tutela ai bambini, come quella degli svantaggiati è sempre qualcosa di cui si parla tanto ma per cui non si fa nulla nel concreto.

Quindi oggi che abbiamo scoperto la “vita artificiale” credo sia facile che alcuni si sentano estremamente vicini all’onnipotenza. Credo che questa cosa sia da dibattere in maniera forsennata. Credo che se di vita si tratta, sia necessario capire realmente la sua potenziale evoluzione. Se da un lato infatti le scoperte di Craig Veinter e del suo team apportano un contributo importante proprio dal punto di vista etico-razziale quando si afferma che “Tutte le razze umane sono uguali al 99,99%, quindi le differenze razziali sono geneticamente insignificanti. Questo potrebbe significare una discendenza da un’unica madre”, dall’altro è di fondamentale importanza dare la massima attenzione su come utilizzare questa nuova grande scoperta.  Essere ottimisti in questi casi, visto quello che sta succedendo in giro per il mondo, non è molto facile.

Un grande Papa poco tempo fa ci ha lasciato un messaggio “Non abbiate paura!”. Credo che in questo periodo sia la cosa più importante da seguire.

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