Sono passate le elezioni, e io, cosa faccio?

Rifiuto l’offerta e vado avanti.

Quasi due mesi che non scrivo più. Non ne avevo voglia. Sinceramente sono stato spesso vittima della mia rassegnazione. Oggi basta, reagisco. Tranquillizzo quelli che pensavano fossi rimasto colpito da una indigestione di Crescia Fogliata.

Ricomincio a scrivere i miei perché.

Insopportabile.
Lo schema politico attuale, i partiti delle caste organizzate che cercano solo agnelli sacrificabili al loro autosostentamento. Vincono tutti, alla fine sempre gli stessi. Queste elezioni regionali hanno dato la conferma dell’autarchia partitica della destra e della sinistra.
Politici comunque autoreferenziali. Forse l’unica vera novità è rappresentata dai ragazzi che ce l’hanno fatta a prendere un seggio fra le liste del movimento 5 stelle in nord Italia. Per il resto non vedi alcuno spirito di servizio, tutti contro tutti per poi ritrovarsi assieme “contro l’astensionismo” come se i criminali siano le persone di quel quasi 40 % di non votanti. Quella percentuale di gente stanca, stufa di ideali finti, rinunciataria che, sembra anche non riuscire nemmeno più a protestare. In quella percentuale ci sono famiglie, persone che non ce la fanno più nemmeno ad arrivare a fine mese. Dopo campagne elettorali milionarie i politici sono riusciti a raggiungere i loro minimi storici. Chi ha visto uno di loro fare un’autocritica in questo? Nessuno. La colpa è della gente. Per loro.
Allora io la scheda l’ho rifiutata !!! Mi sono recato alle urne, ho presentato la scheda elettorale ai responsabili del seggio che mi hanno gentilmente consegnato la scheda di voto, che ho puntualmente rifiutato perchè io, voglio che sia chiaro, non mi sento rappresentato da questi candidati.
Quando ho visto che il 40 % delle persone non si sono recate a votare, mi sono anche chiesto perchè nessuno abbia fatto come me. Mi sono anche scusato con alcuni dei referenti del seggio perchè magari hanno dovuto lavorare di più. Tuttavia credo che il voto sia una conquista sociale, un momento dove ogni cittadino è chiamato ad esprimere la sua scelta, che purtroppo oggi vediamo chiusa dentro regole assurde che tendono a ristringere la democrazia rendendola ad esclusivo uso e consumo di quei quattro e delle loro regole. Ecco perchè ci si astiene.
Scrivo perchè a seguito del mio particolare non voto di protesta sono uscito dopocena a prendermi un caffè e giunto nella piazza del mio paese, sono stato avvicinato da alcuni rappresentanti locali di partito che mi hanno chiesto, loro, il mio pensiero che ho puntualmente riferito, evidenziando l’utilità di una riflessione riguardo l’astensionismo così elevato. Mi hanno detto puntualmente che la colpa è di quelli a cui non frega più nulla della politica, la colpa è di chi non va a votare, quindi non mia, perchè io a votare ci sono andato e per protesta non ho votato nessuno, piuttosto che essere confuso con chi scrive Mourigno, Totti o Cassano sulla scheda ho preferito rendere pubblico il mio non voto. Tuttavia sentitomi in parte chiamato in causa perchè di fatto anche io non ho votato nessuno, ho evidenziato che forse un’autocritica sarebbe un atto dovuto da parte dei loro partiti che rappresentano oramai solo e sempre gli stessi. Mi sono sentito di dar loro alcuni spunti di riflessione, perchè mai come durante la campagna elettorale siamo bersagliati da volantini pubblicitari che ci invitano a votare questo o quel candidato, poi il nulla, quasi mai un invito a partecipare alle decisioni, mai una comunicazione, mai nessuno che fuori dal momento elettorale ti chiedesse come la pensi o come poter risolvere questo o quel problema.
Nessuno dice che nell’ospedale del mio paese c’era un primario che aveva comprato a spese proprie dei macchinari utili per tutti che alla fine è stato trasferito e quindi si è portato via i macchinari che aveva pagato lui, e che oggi tutti i partiti vogliono un nuovo primario.  Perchè non hanno sollevato il problema prima quando un professionista aveva deciso di fare da solo quello che il sistema non riusciva a risolvere?
Perchè sotto le coperture dei mosaici costate 53 mila euro in corso vittorio Emanuele oggi cresce addirittura il muschio?
Perchè non si porta alla luce che una sola guardia medica copre un territorio di quasi 5 comuni e l’azienda sanitaria è sempre più colma di dirigenti?
Perchè nessuno si chiede come mai, nonostante gli ingenti investimenti fatti in materia di promozione turistica, nonostante internet, gli alberghi sono sempre più vuoti?
Perchè la bolletta dell’acqua aumenta sempre invece di diminuire dato che il servizio è stato accorpato? O meglio il servizio è stato accorpato o privatizzato?
Soprattutto perchè nessun politico risponde o cosa più grave nemmeno legge le mie proposte o quelle che sicuramente farà anche altra gente?
Poste queste domande mi hanno preso per un insurrezionalista. Uno che rischia di rimanere isolato, che si mette contro tutto e tutti. (Io insurrezionalista? Vabè… bah) Per quello che si sveglia solo per criticare e non fa nulla per cambiare. Mancava solo che iniziavano con la frase “Il partito dell’amore e del fare contro quello dell’invidia e dell’odio” e le avevano dette tutte. Sinceramente mi veniva da ridere. Pensavo alla canzone di Jannacci “Ho visto un Re”.
Ho capito che forse anche nel mio piccolo paese di Provincia probabilmente grazie anche a questi rappresentanti politci ci siano cittadini più uguali di altri.
Rimango solo ed isolato o qualcuno commenta?
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10 thoughts on “Sono passate le elezioni, e io, cosa faccio?

  1. ciao marco, vorrei sapere, magari sbaglio, se eri te quella persona che alle elezioni al primo turno non è andato a votare e poi voleva rifiutare la scheda al ballottaggio. Io la scheda l’ho rifiutata al primo turno e il mio caso si può trovare a pag 23 e 43 del verbale delle operazioni dell’ufficio elettorale della sezione n. 1. te a che pagina sei?

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    • Ciao Daria, non ho capito molto il senso della tua domanda tuttavia aver rifiutato la scheda al ballottaggio delle provinciali dove l’alternativa si basava su due candidati “specchio”, secondo me era una cosa importante. Sono contrario alle province. Probabilmente al primo turno del 2010 sono andato al mare, tuttavia parliamo di elezioni provinciali che si sono svolte a seguito dell’annullamento delle precedenti del 2008 dove mi ero astenuto allo stesso modo, ecco il link al pezzo con gente che ha ripreso la cosa anche da altre parti d’Italia. https://marcocostarelli.wordpress.com/2008/04/13/io-ci-sono-riuscito/. Se vuoi vai pure in comune e chiedi la pagina di verbale. Questo è quanto, comunque se motivi meglio il senso del tuo intervento magari posso essere più esaustivo.

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  2. Pingback: 2010 in review « il blog di Marco Costarelli

  3. Io speravo che almeno da voi qualcosa di diverso ci fosse, da me era tutto nello standard ed io, per la prima volta da quando posso votare, non ce l’ho fatta, lo ammetto con un pò di vergogna ma non ho votato, tra i nostri due candidati io avrei votato il “terzo” che, ovviamente, non c’era…….Non potevo votare, non solo non sapevo chi votare……… 😦

    PS: comunque è confortante sapere che non sei rimasto sotto una mattassa di crescia fogliata…… 😉

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  4. ..non sei un insurrezionalista.. ma solo e unicamente realista!purtroppo poca gente riesce a comprendere che la vera crisi è nelle menti delle persone succubi e abbiette delle promesse dei politici!

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  5. Non ho molto da aggiungere a quello che hai detto. Sono un paio d’anni che quando parlo di politica dico che bisogna smetterla con questo sistema del votare il meno peggio. Perchè anche se meno peggio resta comunque un male. E infatti quel 40% di astenuti, a cui dovranno essere aggiunte le schede nulle e bianche rappresenta proprio quella fetta di popolazione che ha capito tra un ladro e uno che è un po’ meno ladro non si può e non si deve scegliere.
    C’è però un altro fatto: chi va a votare, e secondo me sono tanti, ci va convinto di scegliere l’uomo (o il partito giusto). E questo è grave. Perchè? Perchè sono quasi 20 anni che ci troviamo a scegliere sempre tra le stesse persone che si riciclano nella forma ma non nella sostanza. Una sorta di rifiuti non differenziabili. Il termine rifiuti non è del tutto inappropriato se si va a vedere la fedina penale di certi politici a tutti i livelli.
    Cosa c’è che non va dunque? Perchè non si riesce a cambiare questa situazione? La mia idea è che gli Italiani hanno quello che si meritano. Tutti sanno cosa succede sull’isola dei famosi o nella casa del grande fratello, ma nessuno conosce i fatti che riguardano i politici (pagati da noi, è bene ricordarlo). Peggio ancora le persone che si rifiutano di credere alla notizia del politico corrotto, o puttaniere, o mafioso. E questo è tristemente bipartisan. Il problema è culturale. Tantissime persone sono indottrinate e ragionano con la testa dei loro leader e non con la propria. Prova a chiedere a qualcuno di destra, di quelli che “l’Italia va male a causa dei comunisti”, quando mai c’è stato in Italia un governo comunista. Oppure chiedi a quelli che infamano i palestinesi se sanno come e quando è nato lo stato di Israele. Vedrai che non lo sanno. a quel punto il discorso prenderà la piega della caciara. Ribadisco il problema è culturale. Ma anche a sinistra. Ho letto e sentito dire che se il PD perde è colpa dei Grillini. Ma questi cosa pensano? Che il voto gli è dovuto per nomina divina? In nome di cosa? Del fatto che meglio la merda piuttosto che Berlusconi? A queste persone dico che il consenso bisogna guadagnarselo. Con i fatti. E allo stato attuale il PD non convince nemmeno a parole.
    Un’altra piaga è il voto di pancia. Come dice un proverbio “a chi me dà da magnà je dico babbu”.
    A me l’exploit di Grillo fa pensare e sperare. Il futuro è quello. Partecipazione da parte di tutti, la caduta delle bandiere, il trionfo delle idee sulle ideologie.
    La paura di cambiare non deve farci chinare il mento.
    Ciao

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