Il cinema e il territorio, dal pianeta “Pandora” ai “Monti Sibillini”

In questo periodo alterno lavoro e cinema (ci sono produzioni meritevoli in questi giorni nelle sale). Infatti da quando con Luca ci siamo messi in testa di scrivere un qualcosa in grado di poter raccontare la nostra terra, spesso giriamo alla scoperta di luoghi fortunatamente incontaminati e splendidi a due passi da casa. Ieri si è fatto un vero e proprio tuffo nella natura, la nostra meta è stata il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Sicuramente la scelta della giornata non è stata vincente visto il tempo, tuttavia il fascino misterioso

"La brina sui Sibillini verso Macereto"

"La brina sui Sibillini verso Macereto"

dell’appennino in questa riserva naturale resta sempre entusiasmante. Il santuario di Macereto e la sua zona circostante è uno spettacolo anche con un tempo sciocco come quello che è capitato a noi. Uomo e natura, una convivenza importante anche se ricca di virtuosi e paurosi contrasti. Viaggiando per la parte maceratese del Parco o prendendo notizie da una responsabile, Maria Laura Talamè che ringrazio per la sua competenza e la gentilezza con cui ci ha fornito notizie interessanti, appare evidente quanto sia importante convivere in connessione con un sistema naturale che deve essere vissuto e rispettato allo stesso tempo. Il misterioso fascino della natura dei Sibillini, quei monti descritti da Leopardi come “Monti Azzurri”, tracce lasciate da una storica convivenza con l’uomo che oggi sembra ancora volerli abbandonare nonostante le tecnologie possano renderne sicuramente più facile la vita rispetto a un tempo, la stupidità di chi ancora non riesce a capire cosa voglia dire vivere la montagna, in contrasto alla gentilezza rozza ma speciale di quei marchigiani che vivono queste zone innamorati di tutte le leggende o le tradizioni di cui trabocca ogni pendio, mi ha dato modo di vivere una giornata ricca di piacevoli contrasti.

"colori lucenti sotto un leggero velo di ghiaccio"

"colori lucenti sotto un leggero velo di ghiaccio"

Da una parte sono rimasto un po’ affranto per le potenzialità e le economie sociali possibili proprio scavando dentro al sogno evocato da questi luoghi e dall’altra orgoglioso per questa terra e la sua straordinarietà. Mi viene in mente l’ultimo film di James Cameron, forse perchè l’ho visto l’altro giorno in 3D? Oppure perchè in effetti mi sono sentito un po’ come un avatar che impersonalmente (e questa è un’autocritica) si aggirava a cercare notizie di quei luoghi. Vai a sapere come ti prendono certi flash! Comunque per me ci sta tutto il messaggio “new age” del film. Pandora è un pianeta dove i suoi abitanti vivono in stretto contatto con la natura, un intero nuovo mondo di piante incredibili, giganteschi animali simil preistorici, montagne sospese, alberi che raggiungono il cielo, esseri viventi di colore blu e alti tre metri, a metà tra gli alieni e gli indigeni, tutti tra loro in grado di comunicare con una “connessione biologica”, tutti inseriti in questa evidente rete creata dalla loro ” Madre Natura” che permette di scambiare flussi di energia. Il rapporto con la natura per i NaVì (questo è il nome degli abitanti di Pandora) è chiaro a tutti ed assoluto grazie a queste “lacci biologici”. Gli umani risultano invece continuamente irrispettosi ed ignoranti, vanno su Pandora a saccheggiare risorse senza lasciare nulla in cambio. Alla fine però vengono sconfitti e ricacciati sulla Terra. Io nel mistero della “Sibilla”, su quei “Monti Azzurri” ho scorto la necessità di una “connessione” terrestre fra l’uomo e la natura, un legame da rinsaldare anche al di fuori dei confini di queste nostre meraviglie, in prima persona, non come degli avatar.

Vi sembra un legame forzato?  Per me assolutamente no!

La locandina del film "AVATAR"

La locandina del film "AVATAR"


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One thought on “Il cinema e il territorio, dal pianeta “Pandora” ai “Monti Sibillini”

  1. sono molto contenta che anche tu abbia scoperto le meraviglie del “nostro” territorio..è importante sapere quanto la natura può dare all’uomo e quanto l’uomo può dare alla natura..almeno da quanto ho potuto comprendere è questo il messaggio che hai voluto evidenziare..??sia dall’ esperienza indiretta(la visione di Avatr) che da quella diretta(la visita ai monti sibillini)..traendo poi questo collegamento molto “azzeccato” e assolutamente non “azzardato”!!forse anche noi avremmo bisogno di un nostro avatar per non ignorare completamente questo legame che ci unisce alla natura e riscoprirlo?!chissà..

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