Crisi generazionale… ne vogliamo parlare?

La bella rimonta del centrodestra sul centrosinistra, uno come Gheddafi dice che i partiti sono l’aborto della Democrazia. Il bello è che le sue affermazioni mi suonano condivisibili, il brutto è che lo dica lui. Il nulla proposto dalla politica allontana la gente dalle urne. La vita della gente è decisa da una oligarchia riconosciuta informalmente dalle istituzioni. I giovani dove stanno? Sono fintamente cullati dalle loro famiglie, dall’ultimo videogioco di marca, dai social network, dal sogno di una realtà virtuale propagata solo via internet. La vita è un’altra cosa. La vita è iniziare a credere nelle proprie aspirazioni reali. Avere la convinzione che internet può essere lo strumento per comunicare e condividere le proprie opinioni e le proprie ideee ma non deve sostituire il reale.  Iniziare a vivere e crearsi spazi che troppo spesso vengono traditi da una società “bulimica” eccessivamente riempita di oggetti, di prodotti industriali che ingozzano la gente, la coccola ma non la rende felice. Un mercato libero solo in apparenza che rende tutti schiavi del nulla e della propria avidità. Sembra non esistere più il concetto di società il rispetto fra la gente. Gli stessi candidati delle appena trascorse elezioni hanno affermato tutti o quasi “mi sono candidato per ecc…” quando la giusta definizione sarebbe “ho accettato la candidatura per…” la candidatura è un qualcosa che viene accettato perchè la società lo richiede, la società civile si organizza affinché possa venire eletto il proprio rappresentante, non viene autopromossa una candidatura, viene richiesta!!! Il gioco del frainteso, per cambiare il senso delle frasi. La gente si organizzava un tempo per migliorare la propria esistenza, oggi invece il problema è che sembrano non esistere più partiti di destra o di sinistra ma solo gruppi di potere organizzati che influiscono sempre più incisivamente sui nostri pensieri o sul modo di pensare della gente, sul modo di operare di ognuno di noi. In giro c’è paura del futuro, la gente allora è stanca e lasciva e non fa più nulla, si lascia andare perchè c’è incertezza su come e cosa fare, questa è la cosa peggiore e, a mio avviso davvero diabolica. Tutti oggi si dicono vicini alla gente solo a parole quando in realtà si ha la consapevolezza che non è e non sarà così. La gente non può essere lasciva, deve riorganizzarsi tornando ad esporre le proprie idee. Farsi sentire.

Io credo che oggi debba essere rivalutato l’individuo, debba essere presa in considerazione sempre di più la “persona” intesa come essere umano e non come semplice “consumatore”.

Siamo vittime di una crisi economica che parte dalle coscienze di chi “guida la carrozza”, di chi decide senza cognizione di causa, senza fiducia, senza rispetto.

Siamo schiavi del nostro egoismo in tutti i campi, andiamo dietro a chi ha di più, creiamo status simbol per la nostra finta affermazione sociale quando la società è qualcosa di astratto perchè fa contare sempre meno i valori propri del rispetto fra le persone in cambio di una compravendita insopportabile. Siamo costretti a correre dietro ad un punto di arrivo che si sposta sempre più lontano. Siamo come gli asini che inseguono la carota, la vediamo penzolarci davanti agli occhi e non ci accorgiamo di averla legata ad un bastone attaccato alla schiena. Corriamo solo per stancarci e non assaporiamo più i valori di un abbraccio, di un sentimento, di una emozione, siamo portati ad inseguire il “benessere” ma non sappiamo più cosa voglia dire “stare bene”.

Secondo me è ora di spegnere la TV e iniziare a rifondare la società in questo modo chiacchierando, riflettendo e costruendo le basi usando internet come uno strumento utile a discutere e riflettere e RINASCERE.

“…fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza…”

…voi cosa ne pensate?

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4 thoughts on “Crisi generazionale… ne vogliamo parlare?

  1. Crisi generazionale ?

    Bella domanda
    difficile risposta.

    Durante il periodo universitario il mio professore di diritto costituzionale, finita la lezione cattedratica, si fermava a parlare con noi studenti, quelli del primo anno, i suoi preferiti perchè ancora non “contaminati” dalle varie teorie del diritto che negli anni a seguire avremmo affrontato e “abbracciato” per affrontare la nostra carriera giuridica.

    si parlava spesso di “partecipazione” e se analizzava ogni aspetto, bello e brutto, positivo e negativo.

    a volte erano discussioni “serene” altre con la maggiore confidenza tra noi neofiti del diritto, molto più accese.

    Maggiori erano le conoscenze e maggiori erano gli scontri.

    alla fine del corso continuammo a farci la stessa domanda ma mai a darci una risposta “comune”, e il nostro professore ci disse che mai avremmo trovato una risposta e non perchè fosse un pessimista, ma perchè egli era consapevole di una “costante” che caratterizza la categoria umana, la storia è un ripetersi di eventi perchè la natura dell’uomo è avida.

    ci sono troppi uomini incapaci di soganare,
    che rifiutano il sacrificio dell’impegno e cercano scorciatoie, perchè sentirsi furbi, uccidere la coscenza, violentare la comprensione, soffocare la solidarità, per emergere, per controllare per costituire una casta credono sia appagante, renda felice……

    troppi sofisti in giro che concedono le loro grazie ai poteri forti, troppe tecniche della comunicazione per aggirare il pensiero distogliere l’attenzione sulla cruda e grigia realtà….. fatta di pochi esempi positivi e molti negativi….

    perchè a volte molti preferiscono vivere nella mennzogna, magari ben raccontata piuttosto che affrontare la cruda e dura realtà …..

    troppi pochi don chisciotte in giro…..
    “pazzi” forse, o lucidi nella loro voglia e speranza di cambiare il mondo, o almeno provarci.

    persone sole nei fatti che hanno iniziato battaglie spesso impensabili, e ci hanno rimesso la vita, per un fine migliore, per un mondo migliore….

    e noi li ammiriamo, li amiamo li ricordiamo, ci scriviamo su qualche bell’articolo, ma poi torniamo alla realtà….. una realtà dal sapore amaro, dove non funziona più niente, dalla sanità alla giustizia, i valori della lealtà onestà correttezza, cancellati come quando si poggia il dito sul pulsante “cancel” del pc !

    per essere dei Don chisciotte ci vuole coraggio, e consapevoli di dover pagare un prezzo alto per combattere la società del niente.

    Nella fattoria degli animali l’autore affronta l’argomento della società, e della partecipazione, arrivando alla conclusione che certi comportamenti umani sono nella natura dell’ individuo…..conclusione amara ma reale.

    che società è la nostra che si mobilita per ore sotto la sede di una socità di calcio per impedire la vendita ad altra società di calcio, di un calciatore,
    ma non si mobilità per eventi sociali più importanti con la stessa forza volontà, coraggio?

    che società è la nostra che vede le vittime di reati lasciati soli nel proprio dolore ….

    che società è questa che fa uscire gli assassini, gli stupratori dalle carceri dopo pochi mesi…. con la scusa della buona condotta e lascairli impuniti a danno di chi ha subito un torto ? e permertergli di ricommettere lo stesso reato da li a poco ??

    ma hai diritti delle VITTIME chi ci pensa? alla loro giusta e corretta Tutela ?

    possiamo andare avanti per ore con queste domande,
    e le risposte non ci piacerebbero.

    facciamo correre, esaltiamo la diplomazia per nasconderci dietro un dito, facciamo finta che vada tutto bene…..

    bhe io a questa filosofia ho voltato le spalle.

    e concludo dicendo che la teoria della rappresentanza parlamentare è una bella favoletta…..
    alle elezioni negli ultimi hanno ho votato per il meno peggio, e già prima di recarmi alle urne ero cansapevole che non mi avrebbe rappresentato !!!!

    forse troppe persone si adattano alla situazione.

    forse invece bisognerebbe tornare ad una sana “critica” di ciò che non funziona, forse bisognerebbe ricominciare a pensare …… e non a ripetere come un pappagallo ciò che ci viene detto….. perchè a volte le cose si possono interpretare in modo diverso.

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  2. Ok, ne parliamo….da dove comincio? Dal nulla proposto
    dalla politica e dall’oligarchia? ma ti rendi conto che
    nonostante tutto il fumo che cercano spudoratamente di “venderci” i nostri “politici”, la maggior parte degli italiani,
    perchè questo è un dato di fatto purtroppo, ha deciso
    di avallare questa oligarchia?! Se fossero solo le
    istituzioni a riconoscerla allora noi avremmo più possibilità di farci sentire e provare a intaccare il sistema marcio e fasullo che si è creato, che abbiamo creato! Ma, a questo punto, al punto in cui i cittadini stessi attirbuiscono un potere così forte ai nostri cari figuranti, onestamente non so quale sia la strada giusta da prendere. Più volte abbiamo parlato di questa situazione e mi rendo conto che sempre e inevitabilmente si ripetono le stesse cose. Non cambio idea, credo ancora fermamente in tutto quello che ho detto e che continuerò a dire (e a fare) perchè fa parte di me, del mio modo di essere e di rispettare le persone, di destra, sinistra o
    centro che esse siano. Riuscire a scrollarsi di dosso
    un colore, tornare ad essere neutri per poter ridare un
    senso al tutto. Si, ok dici bellissime cose e sai come
    la penso anch’io ma mi vengono in mente i cristiani che
    si incontravano nelle catacombe! Perchè ora come ora
    sembra essere, e sottolineo sembra, l’unica soluzione!!! Ti contraddici,o forse ho inteso male io, non so ma parli di internet come uno strumento importante per scambiare opinioni e allo stesso tempo dici che la vita reale è un’altra….ed è così, la vita reale è altro. Bene ritrovarsi quì a discutere, benissimo ma ho la sensazione che prima o
    poi anche questo possa diventare un rifugio, un posto
    “sicuro” dove poter esporre le proprie idee, dove
    poterlo fare senza guardare negli occhi il tuo
    interlocutore e senza doversi prendere fino in fondo le
    proprie responsabilità. Ok, parliamo, discutiamo, e
    incacchiamoci quanto vogliamo quì, mi sta bene, ma poi
    usciamo fuori nel mondo reale a metterci in gioco. Non
    basta scrivere che siamo vivi per esserlo, non basta
    scrivere che siamo ancora in grado di sognare o che
    abbiamo voglia di vivere perchè sia in realtà
    così….usciamo da quì per assaporare quest’abbraccio,
    questo sentimento e queste emozioni forti e vere delle quali parli…non
    lamentiamoci della mancanza di rispetto nei nostri
    confronti quando siamo noi i primi a non portarlo a noi
    stessi e agli altri. Siamo tutti un pò edonisti in
    fondo, non solo per natura, i più lo sono diventati per
    necessità e questo forse è ancora più triste. Non
    cadiamo anche noi nella trappola, non diventiamo anche
    noi solo chiacchiere, non ci culliamo dietro la irreale
    sensazione di “benessere” che la condivisione delle
    nostre ideologie ci da quì, dentro la rete ( e già questo termine dovrebbe farci ulteriorimente riflettere!!!!). Ivana una volta scrisse una cosa sui ragazzi, sul fatto che essi siano il nostro futuro. Ecco, ripartiamo da noi stessi si ma anche da loro. Spegnamo soprattutto a loro la tv e facciamoli godere del mondo meraviglioso che li circonda e di tutto ciò che gli può dare.
    Facciamogli vedere quale grande miracolo sia la vita se
    vissuta crescendo con valori forti e nel rispetto per
    tutto ciò che li circonda. Facciamogli conoscere la
    vita vera, quella fatta di abbracci, di sorrisi, di pianti, di gioie e delusioni, di emozioni reali e tangibili, nella speranza che almeno loro, con le loro menti ancora “pulite” e non forviate da input pressanti e negativi riescano a crearsi un mondo migliore e a dimostrarci che in fondo noi “adulti” qualcosa di buono siamo riusciti a farlo…forse occuparci di loro può essere per noi la miglior medicina, quella che ci riavvicina al senso vero della vita, quella unica medicina che forse, facendo tornare un pò bambini anche noi può farci cadere il velo dagli occhi e farci riscoprire i nostri desideri dandoci la forza per realizzarli….chissà! magari è proprio questo il segreto di Pulcinella!!….vivere la vita con l’entusiasmo di un bambino e quel tanto di “maturità” e umiltà che servano solo a farti capire quando è il momento di ammetere i propri errori e fare un passo indietro per ricominciare…

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  3. ..nessuno scrive qualcosa..perché??
    mancano le parole perché tutti si sentono chiamato in causa?
    Marco ha scritto un pezzo meraviglioso.
    Viviamo solamente nel un mondo di consumo, nel un societa di lusso. Oltre non si deve pensare in questa società, non e neccessario costituire una propria opinione- perche c´è la TV, la stampa, alcune persone che fanno tutto per noi… sembra facile cosi – “facciamo niente e cosi non possiamo sbagliare..”
    Vero?? Secondo me fare niente, nuotare con la massa e solamente occuparsi con la domanda di consumo e una cosa pericolosa.
    Dovè siamo noi? Chi siamo? E dovè vogliamo andare?
    Abbbiamo perso noi stesso in questa societa, abbiamo perso l´individualita,
    non conosciamo piu il senso profondo della vita, che e secondo me solamente: VIVERE. Independente e uguale cosa oppure quanto possediamo, ma invece con l´ímportanza del consapevolezza dei valori, dei proprie idei, dei proprie sogni..
    La vita e cosi preziosa e non ce la notiamo più.

    Spegnere la TV- si, non credere tutto nella stampa e farsi una propria opinione-si, non nuotare nella massa -si, usando internet come uno strumento utile a discutere e riflettere e rinascere- non lo so-ma communque e importante di RINASCERE e SVEGLIARE…e di vedere la vita con tutti faccetti bellissimi.

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  4. i giovani ci sono eccome. La bulimia esistenziale non li ha ingoiati tutti. C’è chi pensa ancora con la sua testa e chi segue fieramente la sua strada. Solo pochi sono visibili per il loro impegno però. C’è un problema principalmente si è centrati sul proprio individualismo, così non si riesce a guardare oltre lo steccato. E se guardi oltre, a volte vedi solo vecchi dinosauri che a chi ha meno anni, non lasciano spazio……il buon senso e il non dare nulla per scontato sono ottimi antidoti alla fame di conoscenza che ci assale in quest’epoca iperconnessa….

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