Una bella giornata … anche per scegliere.

(Bug’s Life di Enea Francia)

Svegliarsi col sole.

Sentire l’aria fresca invaderti appena esci dalla tua casa.

Vedere come l’ape, mentre si posa, sembra baciare il fiore.

Capire che la vita rinasce ogni mattina.

Chi prepara la sua giornata al mare.

Gente contenta a passeggio e, in bici.

Il volto sorridente di una mamma con in braccio il suo bambino.

L’odore caldo del pane appena sfornato fra le mani.

Non avere paura del futuro.

Rendersi conto e prepararsi al fatto che oggi, nonostante tutto, sarà una bella giornata.

…anche per trovare il coraggio di fare scete col cuore.

Posto un articolo che ho visto girando su internet.

(E’ un pensiero del fondatore di Apple)

“Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, un giorno avrai sicuramente ragione”. Questa frase mi colpì molto e da allora, negli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni qualvolta la risposta è no per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato.

Ricordarmi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire – semplicemente svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che abbiamo sempre qualcosa da perdere. Siamo già nudi. Non c’è ragione, quindi, per non seguire il nostro cuore.

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18 thoughts on “Una bella giornata … anche per scegliere.

  1. Ricordatevi sempre che casa mia è anche casa vostra.
    se passate a Roma, sarò sempre a braccia aperte ad accogliere i miei amici.
    Siete una delle cose più belle della mia vita.

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  2. Ciao Chiara, anche se ci si incontra per caso tra i commenti del nostro amico Marco, è sempre un piacere! Non ti devi giustificare se non ti sei pentita di quello che hai fatto, perché è ammirevole, tutti dovrebbero provare almeno una volta nella vita a sfidare se stessi ed i propri limiti, dovrebbe essere una tappa fondamentale della crescita personale di ogni individuo. Buona fortuna Kia!

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  3. Vedi? Ecco.
    Esattamente quello che hai scritto è una delle ragioni che mi hanno fatto scegliere di andare. E me ne sono andata.
    E ti dico una cosa, non sono pentita.
    Ora mi alzo e tutto è diverso, si certo, diverso “fisicamente” ma, diverso, è anche il mio modo di vederle e il sapermi approcciare a ciò che cambia.

    Ho scelto.

    Ho scelto di assaporare ogni singolo istante di libertà che mi sono strappata via.
    Ho scelto di assaporare ogni singola particella di aria (pure se c’è lo smog sì!) da quando mi sveglio a quando vado a dormire.
    Ho scelto di provare ad andare avanti con le mie sole forze.
    Ho scelto di essere io – o perlomeno provarci –

    Ho scelto di vivere appassionatamente. Tutto qui.
    Anche se mi mancate tutti. E tanto.

    chiara

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  4. Non penso sia solo questo…non è solo “un cambiamento”, secondo me, ma “il cambiamento”…

    Cambiamo un sacco di cose tutti i giorni, anche per vivere meglio magari….ma il vero cambiamento è difficile sia prenderne consapevolezza, sia a maggior ragione metterlo in pratica.

    Giusto per dirla con parole non mie:

    “Bambini, dopo avere sbucciato un mandarino, potete mangiarlo con consapevolezza
    o distrattamente.
    Cosa significa mangiare un mandarino con consapevolezza?
    Mangiando un mandarino, sapete che lo state mangiando. Ne gustate pienamente la
    fragranza e la dolcezza.
    Sbucciando il mandarino, sapete che lo state sbucciando; staccandone uno
    spicchio e portandolo alla bocca, sapete che lo state staccando e portando alla
    bocca; gustando la fragranza e la dolcezza del mandarino, sapete che ne state
    gustando la fragranza e la dolcezza.
    bambini, cosa significa mangiare un mandarino senza consapevolezza ?
    Mangiando un mandarino, non sapete che lo state mangiando. Non ne gustate la
    fragranza e la dolcezza.
    Sbucciando il mandarino, non sapete che lo state sbucciando; staccandone uno
    spicchio e portandolo alla bocca, non sapete che lo state staccando e portando
    alla bocca; gustando la fragranza e la dolcezza del mandarino, non sapete che ne
    state gustando la fragranza e la dolcezza.
    Così facendo, non potete apprezzare la natura splendida e preziosa del
    mandarino.
    Se non siete consapevoli di mangiarlo, il mandarino non reale.
    Se il mandarino non’ reale, neppure chi lo mangia reale.
    Ecco cosa significa mangiare un mandarino senza consapevolezza.”

    Comunque, per esperienza di blogger, posso dire che basta casualmente scrivere un post dove compaiono delle parole chiave più cercate e, per coincidenza, trovare un lettore più “sensibile” all’argomento, che scatta la “valanga” dei commenti… 🙂
    …Anche se magari venivi letto anche prima, ma nessuno si fermava a commentare.. 🙂

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  5. “Non conosco niente di più incoraggiante
    che l’innegabile capacità dell’uomo
    a elevare la sua vita
    con uno sforzo consapevole”
    Henry David Thoreau

    Bella foto!

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  6. Bello fare delle scelte, bello prendere delle decisioni, bello prendersi delle responsabilità…per quanto mi riguarda, l’unico modo di vivere.

    “Segui il tuo cuore. Esso conosce tutte le cose” (P.Cohelo) 🙂

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  7. Grazie Laura, chiunque tu sia. Spero che ce ne siano una serie infinita di belle giornate avanti ai tuoi occhi.

    Leo che ti devo dire? Il pericolo più grande oggi, (canzone a parte) è quello, ma pensare di vivere come ho detto sopra può anche significare che si possa iniziare a vivere in pieno la vita mettendo in pratica le proprie idee, inseguire i propri sogni. Sinceramente mi sono rotto i co…ni di sentirmi condizionato e veicolato da idee altrui. Se dovessi morire domani me ne fregherei ampliamente di tutti gli “altri” che decidono per te. Quindi io inizio a farlo per conto mio. Tutto qua. Come disse tempo fa un cantante: “gli altri siamo noi”

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