Dopo un mese che non scrivo … parlo del mio internet.

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“Giochi di luce” di Enea Francia (la rete delle luci colorate che si intrecciano)

ll lavoro di ricerca su Internet e gli strumenti virtuali ancora non sono considerati qui dove abito (fisicamente). O meglio la ricerca (più o meno seria in campo su internet) per molti vuol dire solo andare in un motore di ricerca oppure al massimo essere considerati “alieni” o “smanettoni”. In un contesto del genere è ovvio che sono avvantaggiati solo i furbi.

Perchè forse le esperienze qui nella mia zona siamo abituati a viverle in modo timido o a negarle per una sorta di repressione involontaria. Di solito ci si aspetta sempre che qualcunaltro indaghi il campo per noi, poi se va bene, lo si segue altrimenti lo si affossa. Ovvio che non faccio di tutta l’erba un fascio. Ma credo che questo modo di “stare al palo per convenienza” sia destinato a crollare.

Ci sono diversi internet (… e lo so che questa sembrerà una frase fatta per molti).

Quello della gente con un modo di operare in rete cercando continuamente il confronto e il dialogo. Quello, invece, degli “alti livelli” che tendono comunque ad imporre significati. Quello di chi oltre ad insistere per voler comunicare argomenti che non si reggono, sprofondano dal loro grattacielo di carta. Vedo blog di politici, assessori e/o dirigenti che usano internet con il solo ed esplicito intento di venderti il loro pensiero o i loro servizi e in maniera anche piuttosto sfacciata. Pochi ad alti livelli condividono riflessioni o cercano di costruire dialoghi “umani” e/o “confronti reali”. Penso a blog come musicarsperimentando fatti per diminiuire il divario di comunicazione studenti insegnanti creando un vero e proprio scambio di idee. Altri che descrivono esperienze di approfondimento divenuti popolari come www.pandemia.info senza cercare di veicolare o spesso solo appiopparti prodotti o servizi.

La conferma del mio concetto di rete internet sta sempre di più nella gente che esprime la sua vita reale nei blog o nei siti, mette a disposizione quel poco o tanto che conosce, comunica rendendosi conto che “questa piazza virtuale” può e deve essere scambio di opinioni e di interessi. E deve rimanere libera. Spero che il marketing spinto o tutti quelli che tendono a portarti verso questo o quel pensiero dominante tendano a svanire man mano che la gente acquisisce la conoscenza del mezzo. Spero che, anche se su questo ho un po’ paura, vista la classe politica di oggi, si riescano a creare le condizioni affinchè le istituzioni politiche riescano a fare in modo che il mezzo virtuale possa essere realmente utilizzato da tutti come “flusso ed interscambio di conoscenze” senza censure o limitazioni fatte per avvantaggiare solo alcuni gruppi di i interesse.

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One thought on “Dopo un mese che non scrivo … parlo del mio internet.

  1. considerazioni di ottimo livello. aggiungo che essendo una rete “aperta” è anche in grado di selezionare i contenuti. Quindi non vale la pena dare importanza a blog di politici / assessori. Propugnano il loro pensiero. Ma a chi?
    La rete non è la tv. La rete sceglie.

    Mi piace

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